Come una spirale

Come una spirale,
un nastro di Moebius,
un nodo celtico,
esse di testa e coda
intrecciate,
due lucertole in amore
sul marciapiede,
insensibili alla tragedia
umana.
Le rivedo e penso,
mentre la sirena di un’ambulanza
tenta invano di sovrastare
il canto articolato degli uccelli
prima dell’alba,
alla loro spudorata felicità
e libertà.
L’insonnia è un mostro bicefalo,
che prende senza dare,
ti mastica e ti risputa
svogliato e spossato,
e il buio è un’antitesi,
le case incubatrici
di solitudini disperse.
La prossima estate
sui muri,
nei piccoli anfratti,
nella terra non arata
e nella polvere,
sui marciapiedi,
in movimenti rapidi
e ancestrali
o in stasi,
a crogiolarsi al sole,
memento del mondo,
innumeri lucertole.

Cesano Boscone-prima dell’alba, 4 aprile 2020

Alberto Figliolia

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