Meister Eckhart… Giordano Bruno…

Meister Eckhart…

Giordano Bruno…

 

Meister Eckhart…

Giordano Bruno…

 

L’Uno… Sopra-è/Il Nulla…

Gli infiniti mondi…

La contemplazione…

Gli eroici furori

 

È necessario essere eretici

per non esserlo…

 

Jerusalem…

Le valli dell’Afghanistan…

 

Dio in quante lingue?

Se ne scrivi il nome

quella pagina è già Dio…

Alberto Figliolia (da Visioni o dell’anarchico girovagare, Rayuela Edizioni, 2017)

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Il giovane che sussurra all’orecchio di San Giuseppe

L’adorazione dei Magi (1564) di Pieter Bruegel il Vecchio. Che cosa sussurra il giovane in alto, sulla destra, sotto il tetto della capanna all’orecchio dell’anziano Giuseppe? E il padre del Messia ascolta: assorto, compunto. Il segreto della Vergine Maria? Forse il giovane è un angelo. Forse.

E dalla parte opposta l’arciere con la freccia che gli trafigge il cappello? Perché tale strana foggia? Chi è in realtà?

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L’apostolo prediletto…

L’apostolo prediletto…

L’apostolo prediletto aveva sottili baffetti da moschettiere del re. Con fiducia attendeva il ritorno del Messia; nell’attesa languiva in prigione. Mangiava tutto ciò che l’Amministrazione gli passava: anche spine, che trovava deliziose, e radici rimasticate, che lo proiettavano in un nirvana.

Guardava i tramonti uscire dal tabernacolo del giorno, le tenebre calare nei rilievi del cuore, le nuvole scorrere nei cieli in tempesta. Le piogge, le nevi, le nebbie, il solleone s’adagiavano sul pavimento scrostato della cella, dipingendo un mosaico sempre diverso: mistiche gli apparivano le piastrelle consunte.

Attendeva il suo Messia, l’apostolo prediletto. Una sera giunse una lucertola verde brillante, le squame pulsanti, le parole ornate. La lucertola annunciò la Buona Novella e tornò all’orizzonte da cui era venuta.

L’apostolo proseguì la sua dieta di spine e radici rimasticate. Talora mangiava delle magre locuste, chiedendo perdono al Signore poiché consumava carne di creature.

Pensava molto e molto pregava. E mai la speranza lo abbandonò.

Alberto Figliolia

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Quando meno te lo aspetti

Quando meno te lo aspetti

arriva

la tempesta perfetta

o

anche se ti sei preparato

alzando difese e barriere

prendendo ogni precauzione

accumulando riserve psichiche

ne sarai implacabilmente travolto.

Allora soltanto il rumore

del vento e delle onde

il gelo nelle ossa

il terrore nell’ultima vista

 

poi

 

il soffio delle stelle

il silenzio cosmico

la pace

 

Alberto Figliolia

 

 

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Fra ovatta e pietra

Fra ovatta e pietra

muovo il cuore

del mio cuore

 

AF

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I calcinacci

I calcinacci

I calcinacci

Fumo dagli squarci nel pavimento

Un Shiva rasta osserva muto: forse già ci giudica

Una ventola arrugginita si muove cigolando

e le risorse umane sono esaurite

Al posto della testa una pistola

che punta contro il proprio sé

A un tavolo il poker dell’odio consuma tutte le sue mani

La sua schiena contro la mia nel lager in cui vivemmo

Un aereo nella solitudine azzurra

e denti di vampiro nel cuore

Dalle finestre rotte piove un silenzio malato

Uomini in maschera finiscono con un colpo alla nuca giganti pensosi

e il sangue cola sui muri disegnando il profilo dei nuovi martiri

Ma Gaetano Bresci risorge in un quadro di Vermeer e si sposa con la ragazza dall’orecchino di perla: sono felici sotto i neon a luce intermittente mentre il cosmo dalle vetrate frantumate penetra nell’anima

Alberto Figliolia (da Visioni o dell’anarchico girovagare

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Oggi è il 26 marzo

Oggi è il 26 marzo

Oggi è il 26 marzo,
domani il 27 marzo:
se arriverà,
perché il tempo potrebbe cessare di esistere.
E se il tempo smettesse di scorrere
e tutto si bloccasse in un eterno
d’immobile discontinuità,
che cosa ci sarebbe in sua vece?
Quale altra astrazione?
Quale vuoto? O quale pieno?
Un abissale cristallo nero?
Un buco di sovrapposte e concentriche voragini,
l’occhio di Dio in mezzo,
a pulsare, atarassico cuore,
atomo senza misura né distanze,
elettrico infinito lembo
e nembo di pensiero?

 

Alberto Figliolia

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