Valentino Mazzola

Nell’anniversario di Superga ’49, in memoria del Grande Torino e del suo capitano.

Valentino Mazzola

Il lento planare di un gabbiano

nei remoti mari della memoria,

sotto il Castello di Cassano

il gran fiume, e le porte dell’Alfa,

le braccia larghe come ali

per un tiro o un colpo di testa…

Goal!

Era il tempo degli stadi popolari

alla luce dolce e furiosa del giorno

o sotto la pioggia battente

come la fame degli anni di guerra

negli stomaci rattrappiti.

Alle finestre di alte case di periferia

s’accalcavano spettatori improvvisati:

nessun prezzo bastava per le dieci

casacche granata più Bacigalupo.

Tieni i figli per mano

in una fotografia in bianco e nero

rubata al Tempo, quella primavera

troppo rapida e finita con lo schianto

cieco sulle pietre bianche di Superga.

Frammenti di silenzio ardevano

più che lacrime non versate,

e onde di lagune perdute

fra camion e brume, ricordi

di arene di guerra per gare casuali

di atleti smagriti, camicie bianche

e calci alla sorte, le macerie nel cuore, 😊

e i trionfi nell’Italia che rinasceva…

Goal! Goal! Goal!

E Lisbona dal cielo infinito,

il volo fatale, l’ultimo,

nella lacrimosa nebbia,

passare a gloria

prematura, imperitura.

Goal!… e piangeva l’Italia intera.

Alberto Figliolia (da Cieli di gloria-Poesie sportive, Edizioni Il Foglio)

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

“Senza memoria anche i banchi di scuola-Chernobyl, 26 aprile 1986”

Senza memoria anche i banchi di scuola.

Nelle lande dell’invisibile morte

solo lupi dal muso deforme

e il vento è un verso

che morde l’anima.

Bambole abbandonate nelle stanze

delle bambine in fuga

verso salmastre salvezze;

un pallone da calcio, che fu sogno,

per il futuro dirottato di un bambino.

Sui tetti, lontano, cade la pioggia

e il terrore è una spada

che fruga lenta, implacabile,

nei meandri della mente.

Emaciate figure dietro i vetri,

fantasmi di pallido piombo,

parole disperse nell’eco del silenzio,

evanescenze di crepuscolo…

Perché della Terra far ventre d’orrore?

Scivolava il cuore nelle viscere più nere

mentre l’aria girava a vuoto

e uomini in tute di plastica salivano

il calvario dell’oblio.

Senza memoria anche i banchi di scuola.

Nelle lande dell’invisibile morte

solo lupi dal muso deforme

e il vento è un verso

che morde l’anima.

Alberto Figliolia

Pubblicato in Uncategorized | 3 commenti

Gianpiero Combi

Gianpiero Combi

Come un ragno nell’ombra

la muta nera fra i pali quadrati,

tuffi su tacchetti rompiossa,

il tuo mestiere era arduo coraggio,

idea di fermare il moto delle sfere

nell’eterno istante di una presa volante

o una respinta a pugno

in un balzo felino ed elegante.

Campione del mondo senza volerlo,

dal ritiro mancato al dispetto di Puč ,

sotto la guida dell’ufficiale alpino poliglotta:

patria, sangue e ideale.

Fu meglio l’azzurro dei Savoia

o il bianconero degli Agnelli

per te, lupo agli attaccanti

lanciati a rete?

Anni Venti e Giochi Olimpici,

Danubi blu e telefoni bianchi,

campi pelati, erba e silenzi

di palloni calciati al volo

celebrati dalle tue ferree mani

guantate, o padre dei nostri portieri.

Alberto Figliolia

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Tre haiku

Zuppa di fagioli

la fatica del giorno

va in paradiso

Odor di pesce

nei vicoli deserti

l’eco dei passi

Fagioli e pesce

per tacitar la fame

e l’ansiosa anima

Alberto Figliolia

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Magic Johnson

Earvin Johnson Jr. (Magic)

La Ville Lumière e l’oscura Senna,

l’odorosa mole di Notre-Dame

e i gradini di Montmartre;

notti di gloria e giorni vacillanti…

Non fu il mal francese,

ma un altro di subdola specie,

comparsa tragica e solitaria,

a invaderti pian piano:

capitato perché?

Che sconforto e che abbandono

potesti subire da chi

ti aveva, prima, tanto osannato?

Predestinato, tosse di mago

ti dimorava nelle fibre dell’anima…

Carpivi rimbalzi, rubavi

palloni che trasformavi,

con polpastrelli felpati,

in turbinose discese

e profetici assist

quando non finivi tu stesso

all’orizzonte, il sorriso

aperto alla platea.

Con Larry hai dato vita

a una Terra dei Sogni, scempiando

le cieche rivalità di razza, fratelli

nello stesso stile.

Sul podio olimpico hai pianto,

nella città di Gaudí,

oppure come un soldato-poeta

dell’Ellade remota

hai abbandonato lo scudo

per maggior orgoglio della vita.

Alberto Figliolia

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Colano le ombre…

Colano le ombre sul Golgotha.

Una croce lampeggia bianca nel crepuscolo.

Aleggiano ancora i sussurri e le grida della crocifissione

(e urla dalla folla assiepata – nasi grifagni e occhi spauriti

–e spasmi e sangue in onde concentriche).

Il pianto di ogni madre della Terra in una colomba nera.

Gocce di cielo cadono sulla polvere ignara di Gerusalemme.

(Passerà la salamandra del perdono fra il fuoco

o saranno sempre alberi come numeri di cenere

e voci imprigionate dietro recinti elettrificati?)

Chi svolgerà il sudario con i semidepositati da tanti inutili millenni?

È un popolo muto che s’incolonna nel silenzio della storia,

in attesa di piombo e bombe.

L’agnello attende sempre speranzoso il sacrificio:

saranno le stesse mani dell’amato padrone

a brandire il coltello fatale(e una pioggia di carbone non dilaverà

il plasma brillante che fluisce dal collo aperto).

E il giorno è un bruco peloso che divora ogni gemma.

Poi, un cerchio di luce radiosa dal sepolcro violato,

il sigillo di pietra spezzato.

Il pesce mistico nuota nella volta celeste:

il Salvatore sarà già lungo la strada

verso l’orizzonte?

Alberto Figliolia

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Gattini

Nel petto

sentivo

gattini

miagolare

o

litigare:

graffiavano

-sputavo sangue-

facevan le fusa

-parlavo miele-

Ah i gattini

nel mio petto!

Alberto Figliolia

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Triplo waka

Sulle piastrelle

marroni del balcone

fra sole e polvere

lo scricciolo becchetta,

col merlo alternandosi,

pane raffermo

e semi di limone

nel sottovaso

da mia madre colmato

con amore e speranza.

Sopra sfolgorano,

steli nel vento teneri,

fiori rossastri;

sui rami, sotto, corrono

due scoiattoli grigi.

Alberto Figliolia

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

prima vidi in uno specchio

prima vidi nello specchio

in uno specchio

la mia immagine riflessa

la tua immagine riflessa

poi scorsi, oltre, le onde del tramonto

e nelle onde del tramonto

ancora il tuo volto

l’azzurro e il porpora di una terra lontana

attraversata come un guado

e sognisogni da interpretare

premonizioni

l’albero dell’alba a confondersi con quello della notte

e l’eco delle tue parole

contro il rimbombo della mia vanità totale

(l’inutilità di ogni parola nella propria nuda essenzialità)

l’eco delle tue parole dolci come il miele

nello specchio vidi innumerevoli suicidi

e il silenzio

e il grido contenuto nel silenzio

l’infinito reiterarsi di ogni essere

la mandorla della luce

il mandolino del vento accarezzarmi l’anima dolente

la mia immagine riflessa

la tua immagine riflessa

le onde del tramonto

il tuo volto

come un’isola

nel viaggio cosmico

il tuo sorriso

a ritroso

per ogni dove temporale

la tua immagine riflessa

la tua immagine riflessa

la tua immagine riflessa

quello specchio

quello specchio

la tua immagine…

Alberto Figliolia

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

(Al Cristo)-Attendo nel tempio la luce

(Al Cristo)-Attendo nel tempio la luce

Attendo nel tempio la luce

inondare i miei boia

un frivolo correre fra la gente

di parole dissacranti e furori

la ierodula si tocca le chiome

estirpandone barlumi d’amore e rancore

pergamene ispirate da dei crudeli

mi tormentano il cuore

attendo nel tempio la frusta

strapparmi la carne dal corpo

un discepolo mi ha tradito

alla cicala impazzita della paura

mia madre ha seni lattei di dolore

smarriti in oceani di ricordi

sentenze di re non re dispiegano

voluttuose frasi di vuoto potere

il demonio ha una faccia meravigliosa

mi voleva incatenare con l’incanto

ma ho bevuto il più amaro

dei calici e salirò egualmente

il calvario dell’amore eterno

che purifica e trasfigura

il mio sangue e il mio volto

per chi rimanendo li vorrà

Alberto Figliolia

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento