A Hendrik Johannes Cruijff

Oggi, dalle 15 alle 23, e domani, dalle 10 alle 19, nella splendida cornice di Villa Annoni (con il suo meraviglioso parco), in quel di Cuggiono (Mi), sarò con i miei libri e quelli di Albalibri alla manifestazione denominata “Pagine al sole”.
E domani presenterò (ore 15) nel Tendone del Cortile “Cieli di gloria-Poesie sportive” (sotto una poesia dedicata all’immaginifico Cruijff, icona pop di immensa sostanza estetica e sublime player.

A Hendrik Johannes Johan Cruijff (o Cruyff )

Come le praterie in un’estate indiana…
selvaggia folata e soave brezza
la tua corsa, Johan, una danza
il tuo dribbling fra terzini marcatori
della stessa sostanza della pietra
(il martello e le tenaglie del biondo Berti Vogts…)
e stopper dalla facies feroce,
ma tu andavi oltre i bastioni
con levità non scevra di forza,
ispirando l’assalto, scoccando
dardi d’apollinea bellezza,
agendo nel centro delle idee,
creando luce come Vermeer
(tu, dolce folgore sull’erba,
lui in un interno senza tempo),
paesaggio bruegeliano,
perfetto come un Rembrandt
nelle pieghe del buio.
E gol come spirali celesti di van Gogh
nascevano dai tuoi piedi
piatti e saggi come quelli antichi
di un profeta in marcia
nei deserti del mondo.
Il bianco e rosso dell’Ajax,
il blaugrana del Barça,
l’orange dell’Olanda…
tutte maglie tatuate
nel cuore per sempre…
un calcio a una pietra lungo i canali,
invenzioni e ricami vetrosi alla Gaudí
e meccanismi così perfetti
da sgominare gli avversari,
da sgomentare il pensiero.
Con Rep, Keizer, Hulshoff,
van Hanegem, Rijsbergen, Rensenbrink,
Haan, Suurbier, Neeskens, Jongbloed…
come un Cavaliere dell’Ideale,
pietra angolare della fantasia,
libero amore e sogno e anarchia
(ah l’ordine senza potere!),
rivoluzione armoniosa e gentile,
di lunghi capelli e basette fiorite,
arte applicata e nuvole in fuga
verso gli orizzonti dell’altrove.
O Johan, come una canzone dei Beatles…
Lucy in the Sky with Diamonds,
A Day in the Life, Let It Be
ora corri come il vento
nelle praterie di un’estate indiana.

 

Alberto Figliolia

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XIX luglio

XIX luglio

Provo a fissare lo sguardo
ma traballa
sulla parete bianca
bianca come l’afa
che scalfisce le ore inutili

danzano sul muro abbacinante
un villaggio etiopico del 1935
una borraccia della Germania Orientale
una maschera di legno di Giava
una porta di cascina sradicata su cui giace, dipinto, un albero della vita
una tavola a olio con una vecchia che potrebbe essere mia nonna

(ah la dolcezza della metempsicosi!)
tre ombre di contadini con la polenta fumante, un fiasco di vino e altrettanti galli da combattimento

tento di allineare le immagini
di dar loro unità e coerenza
ma è impresa vana
la calura mi ripiomba
nell’ottuso dormiveglia

Alberto Figliolia (da Visioni o dell’anarchico girovagare, 2017, Rayuela Edizioni)

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Un ramarro cuce

Un ramarro cuce

con la coda

30 fili di luce;

un ladro ruba

amore

in una landa

dalle losanghe rosse:

la sposa vergine

gli lava

la mascherina,

poi l’anima.

 

Alberto Figliolia

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Dove fiorisce la bellezza

Dove fiorisce la bellezza

inizia la morte.

Fatale è l’abbraccio

della bellezza:

acqueo, indeterminato,

glaciale.

Il silenzio mi ha tracciato:

un minuto fattosi eternità,

a occhi chiusi,

e solo un cinguettio lontano,

oltre le sbarre

del giorno;

un fluire lento,

non fissabile;

una canzone mai udita

e per questo troppo udita.

Che senso ha un volo

spezzato quando ancora le tue ali

sono forti nel vento?

La tempesta giunge

con sguardo imprevisto,

famelico,

calmo,

Una musica nella mente

nell’ultima rotta:

aprirà le porte

dell’infinito.

 

Alberto Figliolia

twitter @phigliolia

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“Il silenzio sopra le parole”

Il Festival Internazionale di Poesia di Milano e il Centro Asteria
presentano:

“Il silenzio sopra le parole” – La magia di un incontro tra Poesia, Pittura e Musica.

Dislocato in diverse zone del Centro Asteria, “Il Silenzio Sopra le Parole” si propone come momento di contaminazione artistica tra Poesia, Pittura e Musica. Un evento itinerante a cura di Milton Fernàndez, che vedrà le letture di alcune poesie di grandi autori del Novecento da parte di poeti contemporanei, tra i più noti nel panorama letterario odierno; ogni lettura sarà affiancata da un’opera di Marcello Gentili, tratta dalla mostra “ Il Silenzio sopra le Parole – Disegni sui Giornali”, con l’obiettivo di accrescere la riflessione scaturita dal significato letterario e dall’impatto visivo.
I Disegni sui Giornali di Marcello Gentile sono infatti noti per l’utilizzo di titoli e immagini delle pagine dei quotidiani come spunto per dar vita a un “significato altro”, in assonanza o dissonanza con le parole stampate. Le opere, accompagnate dalla lettura delle poesie, esprimono dunque il desiderio di arrivare in profondità della riflessione dei fruitori, superando qualunque tentativo di spiegazione che tenda a decodificarle.
L’evento vedrà anche alcuni intervalli musicali a opera del Maestro Marco Ramelli, musicista, compositore e Direttore artistico del Festival Internazionale Corde d’Autunno.
A seguire, un brindisi conclusivo della serata.

POESIE DI:
Alda Merini – Annamaria Gallo
Cristina Campo – Elisa Longo
Amelia Rosselli – Liliana Vassallo
Gabriela Mistral – Zoe Aselli Pellegrini
Emily Dickinson – Antonella Cavallo
Paul Celan – Salvino Sagone
Mario Luzi – Nanni Omodeo Zorini
Angelus Silesius – Luigi Cannillo
San Juan de la Cruz – Alberto Figliolia

MER, 13 GIUGNO ALLE ORE 20:00

Centro Asteria
Piazza Francesco Carrara, 17

 

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A Viviana

A Viviana

Non sentiremo più la tua voce, Viviana,
cantare con sfumature di luna
e brillio di diamanti;
nessuno potrà più vedere il fiore
delle tue lacrime o la curva
del sorriso che t’increspava
il volto e il cuore;
la tua chitarra giace muta,
abbandonata in un cantone,
e le tue sillabe musicali sono ora
nello stormire delle foglie al vento,
nella corsa delle nubi agli orizzonti oltre,
verso le isole dell’armonia.
Buon viaggio, Viviana,
dolce amica nostra.

Alberto

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Mi guarda di traverso

Mi guarda di traverso
un bulldog dal manto
bianco maculato,
un occhio nero
e l’altro azzurro,
come il condottiero di Pella
che traversò i deserti
per giungere ai confini
del mondo noto
alla sua metà umana – fermato
solo dai barriti del vento
e della nostalgia.
Il bulldog invece è fermo
dietro le sbarre di una villetta
di questo hinterland mattutino;
lui non sa
d’esser stato un tempo
re e guerriero, d’aver sognato
di un altro mare oceano viola,
e si limita a sbuffare
ringhiando,
l’anima obnubilata
da uno strano sortilegio
in questo hinterland mattutino,
e l’eco martellante
da un bar lungo la strada abbacinata
di musica techno…

Cesano Boscone, domenica 10 giugno 2018, ore 8,09

Alberto Figliolia

 

twitter @phigliolia

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