Match d’Improvvisazione Teatrale e altro ancora…

Non solo Poetry Slam, non solo Stand-up comedy, ma anche… Match d’Improvvisazione Teatrale, fenomeno che forse è anche più antico dei pur nobili generi citati nell’incipit. Sono 45 anni che si pratica questo spettacolo “sportivo-artistico”, codificato in Canada e sparsosi poi ovunque, Milano compresa. Nel capoluogo meneghino è Isabella Cremonesi, attrice di lungo corso e straordinaria abilità/versatilità e fondatrice del Teatro Vigentino (via Matera, Milano), ad avere sperimentato e fatto ampiamente conoscere l’Improvvisazione Teatrale.

Un primo appuntamento si è tenuto in ottobre, un secondo cadrà sabato 19 novembre, ore 20,30, al Teatro EDI Barrio’s (piazza Donne Partigiane, Milano), e vedrà contrapposte le compagini teatrali di Milano e Torino. Si tratta certo di una formula artistica molto originale, estremamente coinvolgente, perfetta per avvicinare anche un pubblico giovanile, performativa e di contenuti.

Isabella Cremonesi, autentica dea ex machina, viene a conoscenza dell’Improvvisazione Teatrale nel settembre 1997, iscrivendosi alla LIIT (Lega Italiana Improvvisazione Teatrale), in quel tempo la sola scuola esistente per il genere: «Fu per me una scoperta fantastica di creatività e divertimento, che da allora non ho mai più abbandonato. Anzi grazie ad essa dal 2000 sono diventata professionista dei Match d’Improvvisazione Teatrale e ho persino inaugurato nel 2005 il Vigentino, il primo teatro in città dedicato esclusivamente a corsi e spettacoli di improvvisazione».

Entusiasmo e passione alle stelle, assolutamente benvenuti in un periodo successivo a chiusure e problemi assortiti legati alla fruizione degli eventi culturali. «Cosa mi ha dato l’improvvisazione? Come dico sempre ai miei allievi mi ha salvato la vita. Nel senso che grazie ad essa ho imparato ad accettarmi. Ora riesco anche a dire di amarmi. Il bello di questa arte è che ti permette di valorizzare le diversità o quelli che giudichiamo difetti. Non solo: in questi 25 anni, passati anche attraverso il Vigentino, mi ha dato modo di conoscere persone meravigliose, di tutte le età e personalità, con cui ho condiviso momenti di vita. Con alcune per un breve periodo, con molte altre per anni, ma un buon numero di esse, credo, legherà questa esperienza al mio nome per sempre. Quando la scorsa stagione, pur con le iniziali restrizioni, abbiamo avuto modo di organizzare alcuni match al Vigentino, mi ha impressionato molto vedere affluenza a quelle date, quasi sempre sold out. Sentivo la necessità fisica della gente di tornare alla socialità e al divertimento, dal vivo. Con la voglia di risvegliare creatività, fantasia e prontezza di spirito, qualità che da sempre il Match, in tutti questi anni dal 1977, ha contribuito a stimolare. Se ne è parlato tanto durante la pandemia, ma in questi ultimi tempi ho notato maggior consapevolezza da parte del pubblico circa il lavoro che sta dietro al mondo dello spettacolo: sento gli spettatori più rispettosi della professione mia e dei colleghi, con un maggiore apprezzamento, gratificato dalla loro presenza e riconoscenza. È con questo spirito, proprio per liberare quella voglia di condivisione a lungo negata, che siamo pronti a tornare ufficialmente in scena lanciando una serie di sfide “campanilistiche” al Barrio’s con i migliori ‘giocattori’ professionisti del Nord Italia: dopo lo scontro con la Leonessa d’Italia siamo pronti per Milano vs Torino, il prossimo 19 novembre».

Vulcanicamente pronta è Isabella. Per il 19 novembre i ‘giocattori’ – magnifica definizione! – milanesi saranno Sara Balducci, Giulio Larovere, Emanuele Vasta, e quelli torinesi Valentina Pintau, Andrea Bruno, Roberto Zunino. Maestra di Cerimonia, come in un Poetry Slam, la stessa Isabella; arbitro Alessandro Losciale; musico Alessio Penzo.

Per chiudere l’anno si potrà poi assistere alla sfida Milano versus Bologna, sabato 17 dicembre, sempre alle ore 20,30 al Teatro Edi Barrio’s. Ma ci sono anche i confronti fra amatori: Brenta versus Caiazzo (venerdi 11 novembre, ore 20,30) e Turro versus Lorenteggio (venerdì 2 dicembre, ore 20,30), ambedue al Teatro del Vigentino.

Per prenotazioni e info: prenotazioni@teatrodelvigentino.it (specificando nome e cognome e quanti posti): sito Internet www.teatrodelvigentino.it; tel. 0255230298.

Non guasta peraltro un po’ di storia… “Il Match d’Improvvisazione Teatrale ® nasce nel 1977 a Montréal nel Québec, ad opera di due attori canadesi, Robert Gravel e Yvon Leduc, realizzando l’utopia di una performance teatrale completamente improvvisata. Tale performance è stata codificata secondo un format artistico-sportivo, in una scenografia da partita di hockey su ghiaccio, sport nazionale canadese, caratterizzato da due squadre di attori che si sfidano, nel corso di 90 minuti di “gioco” suddivisi in due tempi, con storie improvvisate sotto la regia di un inflessibile arbitro che detta temi e categorie delle improvvisazioni. Nel Match vengono esaltate creatività, fantasia e prontezza di spirito dei professionisti che in scena sono allo stesso tempo attori-autori-registi, insieme alla partecipazione interattiva del pubblico che assiste ogni volta ad una serata completamente diversa e ovviamente irripetibile. Il pubblico, in questo format, è protagonista tanto quanto le squadre: non solo perché può votare dopo ogni improvvisazione, ma perché suggerisce i temi all’arbitro. A completare il quadro un Maestro di Cerimonia spiega le varie fasi del gioco e un musico, anch’esso improvvisatore, crea le giuste atmosfere. Questa competizione artistico-sportiva fra due squadre di “giocattori” nata in Canada diventa rapidamente un fenomeno nazionale e lo spettacolo d’improvvisazione teatrale più rappresentato al mondo. Da allora si diffonde a macchia d’olio, incrementando sempre più la rete di scambio internazionale: attualmente, ogni anno, vengono organizzati tornei locali, nazionali e mondiali. Il Match arriva anche in Italia per la prima volta a Firenze nel 1989 e da lì a breve prende rapidamente piede anche in altre città di tutta la penisola. A Milano la sede ufficiale è il Teatro del Vigentino: dal 2007 Isabella Cremonesi detiene i diritti del Match d’Improvvisazione Teatrale Gravel-Leduc® su Milano, Monza e relative province – per l’Italia invece Francesco Burroni”.

Aggiungiamo che il Teatro del Vigentino trova dimora all’interno di un grande cortile in un’area colma di storia e di emozioni, un tempo di piena proprietà della famiglia Cremonesi. Ancora un po’ di storia… “Il bisnonno di Isabella, Antonio Cremonesi, nato nei dintorni di Lodi nel 1859, cominciò a lavorare venendo a Milano sui carri che partivano dalle campagne di primo mattino, arrangiandosi a fare il manovale per qualsiasi lavoro richiesto. Negli anni andò affermandosi sempre più professionalmente ed economicamente: fu probabilmente all’inizio del Novecento che acquistò una vecchia cascina agricola nell’attuale via Matera 5, che allora però era circondata da marcite a prato, e a poco a poco la trasformò in deposito con stalle per i cavalli, attrezzandola per diverse attività di manodopera. Quando il bisnonno abbandonò il lavoro, l’attività a conduzione familiare passò ai due figli, uno dei quali era Cesare Cremonesi, nonno di Isabella. Con la morte di Cesare nel 1950, Claudio, il padre di Isabella, rimase l’unico erede maschio di tutta la famiglia, ma, ottenuta la laurea e seguiti altri interessi professionali, l’azienda fu chiusa a metà degli anni ’50, l’area affittata ad altre imprese, del cui affitto la nonna di Isabella, Esther Restellini in Cremonesi, visse fino alla sua morte avvenuta nel 1997. Nel 1997, alla morte dell’affittuaria, l’area fu venduta e suddivisa in piccole proprietà, di cui solo una piccola parte fu mantenuta da due delle eredi, le sorelle Francesca e Isabella Cremonesi. Oggi Francesca vi pratica la sua attività di giardinaggio mentre Isabella, con l’intento di creare dal vecchio appezzamento un nuovo luogo di libera espressione artistica ha fondato il Teatro del Vigentino, divenuta casa dell’improvvisazione teatrale a Milano, per corsi, match e spettacoli. Inaugurato il 30 settembre del 2005, ad oggi è sede ufficiale dei Match D’Improvvisazione a Milano e anche di corsi, workshop e laboratori coreografici ispirati al lavoro di Enrique Pardo del Pantheatre di Parigi, con cui collabora da anni”.

«Entrando in via Matera si respira un’aria di casa, un’atmosfera unica, che deriva dalle persone che si incontrano e dalle storie del passato che ne hanno costituito l’anima» spiega Isabella. «Sono partita da zero e per i primi anni ho dovuto lavorare sodo per raggiungere un buon livello di notorietà e farmi conoscere dagli allievi, soprattutto in zona: ho fatto pubblicità tramite il passaparola e volantini artigianali distribuiti nei punti nevralgici della città. Non avendo grandi possibilità economiche, date le grandi spese effettuate per la ristrutturazione del teatro, oltre alle mie attività teatrali ho ospitato anche vari corsi quali yoga, danza del ventre e danza africana, tenuti da altre insegnanti. Negli anni le attività non prettamente teatrali poco alla volta hanno abbandonato questa residenza e attualmente il Teatro del Vigentino è divenuto la Casa dell’Improvvisazione Teatrale a Milano».

“Oggi il Teatro del Vigentino oltre a corsi, laboratori teatrali sull’improvvisazione e sulla sperimentazione in scena, offre una stagione esclusivamente di Teatro di Improvvisazione”. «Le soddisfazioni sono state e continuano ad essere tante, le persone qui si sentono a casa. Lo scopo dei miei corsi in fondo è proprio questo: far sì che le persone stiano bene! L’improvvisazione aiuta ad esprimersi liberamente senza giudizi, senza impostazioni, anzi stimolando la natura creativa di ciascuno facendo leva sul divertimento. Ed è proprio ciò che crea questo clima familiare: in questi anni sono stati tantissimi gli allievi, dai 6 ai 70 anni, che si sono succeduti, tante le vite che hanno vissuto il teatro con gioia e divertimento. Tanti gli allievi che mi hanno anche supportata favorendomi in tutto ciò che potesse essere utile – foto, video, sito, allestimento teatro prima e dopo gli spettacoli, trasporto materiali – con la voglia di aiutare me e il mio progetto non solo materialmente, ma anche umanamente negli inevitabili momenti di sconforto: sono stati e sono la mia forza».

Un’autentica storia di passione culturale ed esistenziale, ultra-lodevole, esemplare. Divertimento e arricchimento del proprio bagaglio di conoscente felicemente coniugati.

Alberto Figliolia

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