Un ossicino in gola

Un ossicino in gola:
coniglio? Montone? Gallinaceo?
O il residuo di un’arma ancestrale,
atavica, quando scimpanzé e primi ominidi
ancora s’accoppiavano nelle praterie boscose,
nelle savane equatoriali?
Una tosse primordiale:
singulto atmosferico della Terra incognita
o spasmo organico senza rimedio?
Mosche ronzano nelle orecchie,
malariche zanzare descrivono circonvoluzioni
nel cervello, nella materia della mente.
Barriti, nitriti, gnaulii è il giorno
uggioso di quest’autunno
nuovo e primordiale,
e pillola, anfetamina, sorriso chimico,
viziosa adrenalina, saliva furente,
sperma.
La tecnologia dei sogni.
Il risveglio ansimante, grugnente.
Il silenzio infine. Come una minaccia:
limes, sabbia che avanza spinta
dal vento desertico, cozzo
di elementi selvaggi, sozzume
di città dilaganti, stridor plastico
di nervi e muscoli. E sangue…
sangue… sangue…
sangue sulle rive eterne.

Alberto Figliolia

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