Mi pianti gli occhi negli occhi

Mi pianti gli occhi negli occhi.

Il tuo volto gronda terra e sangue; il mio, pallore.

Sei un cadavere nel giusto stato di decomposizione:

carne, ossa, peli e ancora rossa linfa

prima del lavoro definitivo delle mascelle

dei vermi e della macina del Tempo.

Ti appoggi a un albero di plastica, scomponibile

e montato come un gioco per bambini.

Vorresti che io ti dessi un ultimo bacio

per consegnarti all’illusione della vita

ma già la tenebra vince e avvince il prato

con le sue croci abbandonate e la terra smossa.

Tu pensi io sia un necrofilo.

Ti sbagli: sono soltanto un necroforo

e non ti posso baciare

anche se non odio chi, come te,

cerca un amore diverso.

Alberto Figliolia (da Poesie scelte, 2010, Albalibri)

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