Nessuno in vista

Nessuno in vista

Nessuno in vista.
Il solitario gracchiare di un corvo.
Neanche il ronzio diffuso
della tangenziale.
Solo il verde tenero delle prime foglie
di primavera
e il volo di qualche moscerino.
Le finestre come ciechi gendarmi.
Il cielo sopra giace imperturbabile.
Ricordo d’improvviso la cicala
che l’anno scorso, ogni notte,
invisibile su un ramo del ficus in balcone,
friniva in preda a disperata allegria.
Tubano tortore, contraltare
alle ore del giorno disperse.
L’acqua nel pentolino sul gas bolle.
Le margheritine sul prato non attendono
mani bambine.
Un colpo di tosse lontano,
in un’atmosfera sospesa.
E io vegeto coi sensi tesi
al sole delle cinque,
alla lieve brezza
che muove il breve fumo
di uno stabilimento più in là.
L’altalena nel parco è ferma,
il campo di basket abbandonato.
La mia mente è palude,
i miei pensieri sabbie mobili
dove affondo impotente.
Ma la bougainvillea, che pareva morta,
su una vecchia sedia di legno chiaro
nella piccola vastità del terrazzo,
è rinata.
E per oggi ciò mi basta.

Cesano Boscone, martedì 31 marzo

 

Alberto Figliolia

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