Non ci resta che ridere-I Legnanesi

Perché Dio ha creato l’uomo con un solo mento? Perché non poteva creare altri menti (Teresa Colombo)

Non ci resta che ridere. In effetti quando hai a che fare con I Legnanesi così è. L’omonimo spettacolo sarà in scena al Teatro della Luna di Milano fino all’8 marzo, poi, almeno nel periodo più vicino, si trasferirà dal 12 al 15 marzo, nel Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, e dal 17 al 25 marzo al Teatro Galleria di Legnano, con prosecuzione della tournée in quel di Bergamo, Biella, Borgomanero, Verona, Como, Lugano, Ivrea, Vercelli, Torino, Lodi, Genova, Seregno, Verbania, Gallarate e gran chiusura a Modena. Un bagno di folla per una compagnia che non smette mai di stupire con la sua verve popolare e una vis comica sempre travolgente.

Non ci resta che ridere… non poteva avere quest’ultimo lavoro della storica compagnia titolo migliore o più consono. Un ribaltamento, e non meno esilarante, del benigniantroisiano Non ci resta che piangere. Ancora una volta I Legnanesi riempiono il teatro e fanno ridere a crepapelle. Una sequela ininterrotta di invenzioni, un fuoco di fila di gag, di improvvisazioni da un copione che spazia, questa volta, per luoghi e tempi: Parigi, il Louvre e i gilets jaunes; la Milano del 1500 con Leonardo da Vinci, il suo allievo prediletto Gian Giacomo Caprotti, alias Salai (una macchietta irresistibile nel suo richiamare un personaggio del presente…), Michelangelo Buonarroti e un David molto poco statuario, una Monna Lisa molto speciale e alquanto improbabile; il celebre cortile – con incredibili e comiche sorprese genealogiche – della Famiglia Colombo trasformato in ospedale da campo nel corso della Prima Guerra Mondiale. Insomma, un’infinità di situazioni con gli stralunati Giovanni, Teresa e Mabilia, nel meraviglioso pastiche linguistico che da sempre contraddistingue, oltre l’en travesti, la celeberrima compagnia.

Non mancano, come di consueto, gli intervalli-sipario da rivista, con canzoni e balletti (cancan compreso). Godibilissimo, ça va sans dire. T’he capì (o t’è capì o tecapì, scrivetelo pure come volete, l’è istess: detto da I Legnanesi fa ridere sempre)?

Alberto Figliolia

Non ci resta che ridere, rivista in due tempi di Antonio Provasio e Mitia Del Brocco, con i personaggi di Felice Musazzi. I Legnanesi (sito Internet https://ilegnanesi.it/). Con Antonio Provasio, Enrico Dalceri, Lorenzo Caldara. Regia di Antonio Provasio. Musiche di Enrico Dalceri e Arnaldo Ciato. Teatro della Luna/Repower, via G. Di Vittorio 6, Assago (Mi). Fino all’8 marzo.

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