Un tuareg attende il treno

Un tuareg attende il treno
fra i binari 1 e 4 di una stazione
dal nome ignoto;
nell’attesa scruta l’orizzonte
di traversine e il pietrisco
metropolitano, in vana ricerca
del deserto perduto.
Piastrelle di silenzio è il cielo;
astratte onde di ricordi,
viaggio smarrito la terra al di là…
e sabbie, leoni, giraffe, acacie,
grotte ataviche, sale primordiale…
Giunture rugginose ha il cuore:
visto al microscopio
è un amore abbandonato
in una tenda al ghibli furioso.
Mentre qua l’attesa è vana
del convoglio,
fra forbiti passeggi ed elastiche morbosità,
nell’orizzonte di traversine
e il pietrisco metropolitano…

Alberto Figliolia

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