Una telefonata al mio passato/ una telefonata dal mio passato

Una telefonata al mio passato/ una telefonata dal mio passato

una telefonata al mio passato
una telefonata dal mio passato

era il formichiere alato che mi fece da madre
il suo silente volo isterico
la rabbiosa sintassi
il precipizio nelle fauci di una tigre dal manto scuro ben pasciuta celata

nei meandri del sogno
nei meandri del sogno

una telefonata al mio passato
una telefonata dal mio passato

era lo scafo della mia cicatrice
sul cranio che non capisco
quando si sia generata
forse in quell’antica cava di marmo veronese
quando la mente sbatté
contro uno spigolo di marmo
e nel deliquio vidi Pallade Atena
nello sfolgorio dello sverginamento

when hope is lost
when hope is lost

una telefonata al mio passato
una telefonata dal mio passato

era una poltrona girevole in pelle
al terzo piano di uno stabile in disuso
le finestre smangiate dal cielo furioso
e un bosco selvaggio ai piedi dell’abisso
una poltrona girevole in pelle
che ripeteva con una voce da padre
0250774284… 0250774284… 0250774284…
era il genitore delle mie disgrazie
senza le quali non sarei stato
ciò che sono, il conquistatore
di un tesoro:

i miei figli… i miei figli… i miei figli…

 

Alberto Figliolia

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