Come un velo a coprire

Come un velo a coprire
la pelle, rasente
il vento d’argento
dalla finestra
aperta sulle nubi basse
di piombo.
L’orizzonte è uno spento
grido, un ululato stento,
soffuso
simile al sogno
che mi scorticò.

Sotto la città dei vivi
è quella dei ricordi perduti
poiché i giorni sono cifra
d’oblio, numeri balbuzienti
che non spiegano.

Alberto Figliolia

twitter @phigliolia

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