Echi dall’antichità. Carl Burckhardt (1878-1923). Uno scultore tra Basilea, Roma e Ligornetto

Imponente è la Venere che non sai se è in posa o nell’atto di incedere verso di te che la osservi. Solennemente sensuale, di possente grazia, a suo modo anticanonica (anche se la sua ieratica opulenza sarebbe stata perfetta per i canoni del XIX secolo). Di tre colori è quest’Afrodite di marmo: bianchi i piedi, il torso, le braccia, il volto; nero ciò che le avvolge le gambe; rossa la chioma. 191 x 63 x 69 cm sono le sue misure, e porta bene i suoi 110 anni, essendo un’opera iniziata dal suo artefice, Carl Burckhardt, nel 1908.

Provvista della stessa classica forza è l’Amazzone che conduce un cavallo (1921-23, gesso, modello originale, h. 231 cm, plinto 230 x 70 cm), anch’essa immane eppur dinamica. Ma Burckhardt era scultore capace di stupire, cogliendo anche le istanze dell’arte maggiormente proiettate verso il futuro e sapendo mediare fra tradizione e avanguardia (senza trascurare l’attenzione al primitivismo), così come è palese nella Wiese (1915-18, studio parziale, gesso dipinto, h. 51 cm), un busto (un nudo) materico e, insieme, di rara astrazione, le mani a congiungersi sul capo creando una magica ellisse, carica di eros, per sfumare in un meraviglioso gioco di pieni e di vuoti, di chiaro e di buio. “Senza incorrere nell’autoreferenzialità o nella piatta imitazione di opere altrui, partecipa in maniera personale agli albori del cubismo, il movimento artistico europeo più creativo di quel momento” (Georg Schmidt).

Allo scultore nativo di Lindau (1878-1923) – con vari importanti anni di formazione e di attività trascorsi in Italia (Roma, Anzio, Napoli, Capri prima, Forte dei Marmi e Firenze poi) – dedica sino al 28 ottobre 2018 un’importante mostra, Echi dall’antichità-Carl Burckhardt, il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto (Mendrisio-CH). Il Museo Vela – che è un magnifico crocevia culturale in territorio elvetico (a brevissima distanza dall’Italia), e in uno splendido scenario naturalistico – ospita ben 120 opere di Burckhardt, la cui vita fu molto breve, ma per nostra fortuna assai feconda. Se è vero che grande materia d’ispirazione per questo maestro della scultura fu la mitologia classica, con le sue innumerevoli e affascinanti figure – anche nel loro tasso d’inquieta ambiguità – altrettanto vero, come detto, è che l’interpretazione che egli ne diede e fece seppe andare oltre uno sterile calco. Non finirà mai d’incantare il Danzatore, preziosissimo bronzo del 1921-22 (bronzo, 163,5 x 87 x 62 cm): estatico, voluttuoso quasi con prepotenza (vedi il particolare dei capezzoli irti, in una sorta di eccitazione dionisiaca) ma, nel contempo, delicatissimo, fissato in un attimo eterno.

Non mancano peraltro disegni e dipinti di Burckhardt a celebrarne il complesso e versatile talento, oltre che testimonianza della sua genesi creativa e dei moti d’ispirazione.
L’esposizione dedicata a Carl Burckhardt sarà presentata, sebbene in forma più circoscritta, anche al Kunstmuseum di Basilea dall’1 dicembre 2018 sino al 31 marzo 2019. Un omaggio che quest’ultima città vuole recare a un artista che a lungo la scelse per lo svolgimento della propria carriera e di cui rimasero significative opere in edifici civili o religiosi. Anche se fu proprio a Ligornetto – dove si era ritirato, dato il clima salubre, per trarre un giovamento alla sua cagionevole salute – che lo scultore realizzò le opere della maturità.
E Ligornetto lo riporta ora, meritoriamente, alla memoria dei contemporanei (non solo svizzeri o germanofoni).

Ben scrive Tiziana Conte: “A differenza degli scultori neoclassici dell’Ottocento, vincolati agli stili e alle forme dell’antichità, Burckhardt rielabora i soggetti in una chiave del tutto originale. La sua arte è tesa a creare un moderno senza tempo o, per dirla con parole sue, «qualcosa di appena nato», di «attuale, di appena sbocciato che non ha passato». Nell’arco della sua produzione, la forma naturale si traduce in una più semplice forma spaziale: in un progressivo processo di liberazione e purificazione, Burckhardt si concentra sulla forma plastica, elaborandone una sintesi personale. Di questa evoluzione daranno conto in modo compiuto le numerose opere in mostra. L’influenza sul giovane Burckhardt di maestri come Klinger, Maillol, Rodin, von Hildebrand o Marées si riflette in creazioni come il primo gruppo di Zeus e Amore, con la sua imitazione quasi palpabile della natura. L’artista si orienta poi verso un approccio pittorico al modellato che dalle stilizzazioni della Venere o delle metope del Kunsthaus perviene alle forme cubiche delle sculture del Reno e della Wiese, per approdare infine a figure che dominano dinamicamente lo spazio come l’Amazzone e il San Giorgio”.

L’omonimo catalogo (in edizione bilingue: italiano e tedesco), curato da Gianna A. Mina e Tomas Lochman, che ne sono anche autori insieme con Felix Ackermann, Peter Suter, Rudolf Suter e Marc-Joachim Wasmer, è pubblicato dal Museo Vincenzo Vela in collaborazione con la casa editrice Christoph Merian Verlag di Basilea.

Alberto Figliolia

Echi dall’antichità. Carl Burckhardt (1878-1923). Uno scultore tra Basilea, Roma e Ligornetto, a cura di Gianna A. Mina e Tomas Lochman. Sino al 28 ottobre 2018. Museo Vincenzo Vela, Largo Vela, Ligornetto-Mendrisio (CH).

Orario: giugno-settembre, ma-do 10.00-18.00; ottobre, ma-do 10.00-17.00; tutte le domeniche 10.00-18.00, chiuso lunedì.

Info: T +41 58 481 30 44/40; e-mail museo.vela@bak.admin.ch; sito Internet http://www.bundesmuseen.ch/museo_vela/index.html?lang=it.

Costo: CHF 12.-/ridotto CHF 8.-

Programma di eventi collaterali

Domenica 9 settembre, ore 10.30: Dietro le quinte. Il Museo Vincenzo Vela, in occasione della Giornata dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, propone un incontro con il restauratore Pierre Jaccard che ha curato il restauro dell’opera il Danzatore (1921).

Ore 14.30 e 15.30: la SSAS-Società di storia dell’arte in Svizzera propone delle visite guidate a cura di Valeria Frei (tedesco e italiano, a seconda della richiesta) e Valérie Clerc (francese). È gradita l’iscrizione all’indirizzo: frei@gsk.ch.

Ore 14.30–16.00: sarà possibile accedere ai ricchi depositi del Museo in piccoli gruppi guidati.

Domenica 30 settembre, ore 11.00: Il Danzatore (1921) e il Danzatore (1990). Alex Landa Aguirre, giovane danzatore residente a Ginevra, si confronterà con il Danzatore (1921) di Carl Burckhardt, che l’artista ideò a Ligornetto. In collaborazione con Laban Event. Entrata CHF 15.-/ridotti 10.- (studenti, apprendisti, AVS/AI).

Domenica 7 ottobre, ore 17.30: Vein Trio in concerto (Michael Arbenz, pianoforte, Thomas Lähns, contrabasso, Florian Arbenz, batteria). In collaborazione con Rete Due-“Tra jazz e nuove musiche”.

Entrata CHF 20.-/ridotti 15.- (studenti, apprendisti, AVS/AI, membri club Rete Due).

Domenica 28 ottobre, ore 11.00: concerto di Monica Trini, soprano, e Lorenza Pollini, arpa.

Entrata CHF 20.-/ ridotti15.- (studenti, apprendisti, AVS/AI).

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