Le albicocche di Chartres

Le albicocche di Chartres/ erano vetro arancione
e sui muri sbreccati del porto/ vagabondi s’addormentavano
con il sorriso sulla fronte/ e le ciglia bagnate/ dall’idea del mare

poi ci destammo/ con un ronzio d’acciaio/ nell’anima
e il silenzio dei boschi/ nelle tasche
ma non so che cosa/ avevamo raccolto dai sogni
se non ricordi/ delle stelle che fummo

Alberto Figliolia (da Visioni o dell’anarchico girovagare, Rayuela Edizioni 2017)

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