La siepe sta morendo

La siepe sta morendo,
troppe grida addosso:
marrone come gli scheletri
della notte dispersa.

Bocche di bestemmia alitano
perché le porte si spalanchino.

Giro spaesato rugginose chiavi,
raccolgo il timbro dell’identità
e sottoscrivo col sangue
l’inutile esercizio dell’obbedienza.

Siamo pronti, esercito votato al martirio;
siamo pronti alla sferza,
alle domande senza risposta,
agli obiettivi senza gloria,
al bacio dell’autorità senza volto.

Sbando fermo al mio posto;
sbando senza rimedio dentro di me,
un solo pensiero a dolermi:
la siepe che sta morendo.

Alberto Figliolia

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