Stralunato mi aggiro

Stralunato mi aggiro

Stralunato mi aggiro
per le vie della città
fra imam e uomini
che puliscono i balconi
di grattacieli in via di costruzione: paiono
volare con quelle tute
bianche, come astronauti,

o sospesi a corde doppie, come alpinisti
alla deriva.
Mangio un brezel
e bevo una birra di grano,
ma non serve a niente.
Guardo donne velate
sfilare e tatuaggi
e seni e murales
e m’invade il senso
di un’inutile solitudine.
Cado in catalessi.
E mi ridesto sul lettino
dell’agopuntore:
finalmente infilato
da mille spilli
sarò farfalla.

Alberto Figliolia (da Visioni o dell’anarchico girovagare, Rayuela Edizioni, 2017)

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