incubi a fiori mi abitano

incubi a fiori mi abitano

incubi a fiori mi abitano

era una primavera sconosciuta
anche il letto era povero
e le finestre sigillate
ascoltavo confessioni profane
per dimenticarle subito
(e la parola di Dio?
Celata in luoghi d’ombra)

ma i ricordi rimossi riaffiorano
con tenacia operosa, insospettata
come instancabili talpe
nella terra nera e cruda
o tarli in un docile legno

incubi a fiori mi abitano

non resta che accendere
un finto sole nel cielo urbano
appena sopra la periferia
dismessa, malmessa
appena sopra i tram deserti
e frugarsi dentro
nei meandri del silenzio

incubi a fiori mi abitano

 

Alberto Figliolia (da Visioni o dell’anarchico girovagare, Rayuela Edizioni, 2017)

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