7 dicembre – Sant’Ambrogio

Volentieri ospito con una sua poesia la mia grande amica e grande poetessa Silvana Ceruti…

 

7 dicembre – Sant’Ambrogio

Alle 17 accendono le luci dell’albero di Natale in piazza Duomo

e stasera c’è la prima della Scala

ma io sono scesa in cantina già da questa mattina

ho rovesciato nel bidone del vetro 100 vasetti vuoti

perché non farò più il passato di pomodoro e basilico

né la marmellata di albicocche

e ho messo in un sacco di plastica gialla ben ordinate

100 videocassette con i film di Federico Fellini

di Antonioni di Monicelli di Rossellini di De Sica

di Sergio Leone di Pasolini

e in un altro sacco ho sistemato con cura 200 nastri

con le canzoni di Mina di Claudio Villa di Celentano

di Jannacci e concerti di jazz e musiche di Chopin e di Bach

e ballate popolari e i suoni del mare del vento il frinire delle cicale

e il canto del gallo e della gallina e concerti di campane

che avevo registrato per i miei piccoli alunni

… perché non ci sono più lettori di cassette

 

Alle 17 accendono le luci dell’albero di Natale in piazza Duomo

e ci sarà una folla di gente allegra e i bambini punteranno il dito verso l’albero

e stasera c’è la prima della Scala

ma io frugo in vecchie scatole di ricordi: pacchi di lettere di Derek

legate con nastrini rossi e i rotoli della laurea di Vincenzo di Mario

e la mia con la lode e frugo nelle scatole di fotografie:

classi schierate di bambini sorridenti

con i grembiulini bianchi con i grembiulini neri e un cartello per terra:

I A, II A… e io – così giovane – in mezzo a loro

e ho trovato la foto di Luca – tre anni– seduto sull’erba

di un prato di montagna con i capelli quasi biondi per il sole

e la pelle abbronzata e la manina aperta a mostrare una cavalletta

E poi foto di spiagge con ombrelloni e sdraio di barche di bagni e di bagnanti

E scatole con le foto della mamma delle sue due sorelle

(una bionda una mora ma le foto sono in bianco e nero)

con i capelli pieni di onde le gonne svasate a pieghe e sandali alti

Foto dei nonni e poi foto ingiallite di soldati trincee fili spinati

foto di sconosciuti vestiti di scuro seri in volto alcuni con i baffi

ma non ci sono più le persone che le conoscevano e non hanno più nomi

Dove le metto tutte queste foto?

 

Alle 17 accendono le luci dell’albero di Natale in piazza Duomo

e stasera c’è la prima della Scala ci sarà gente che saluta e sorride

e luci e sfileranno belle donne e uomini eleganti con il papillon

Ho spostato chili di antologie schiere di quadernoni

che raccolgono schede sulla lettura sulla scrittura sulla grammatica

e riviste scolastiche piene di ottimi insegnamenti

E libri per bambini che ormai sono grandi

E tutto il materiale che era sui ripiani alti l’ho trasferito in basso

e quello che era in basso l’ho sistemato in alto E poi ho aperto

gli scatoloni con i biglietti da inviare agli amici

per il matrimonio con Mario e 100 libretti con il Cantico dei Cantici

da regalare agli invitati e da spedire a chi non è potuto venire:

tutti con l’ultima pagina da incollare

e un mazzo di pagine mai incollate

E poi lenzuola di popeline per letti singoli

ben chiusi in custodie di plastica trasparente

copertoni bianchi per non far scivolare le tovaglie

e grucce di legno per cappotti e vecchie custodie per abiti

e poi fornelli elettrici mestoli coltelloni casseruole

passaverdure oliere cinque saliere e sette macinapepe

e ombrelli vecchi e bastoni da uomo da donna

(forse di uno ne avrò bisogno presto)

E ci sono due bastoni che erano rami di nocciolo

intagliati da Vincenzo per me e quello più piccolo per Luca

 

Alle 17 accendono le luci dell’albero di Natale in piazza Duomo

e stasera c’è la prima della Scala e passeranno donne scintillanti

con acconciature sorprendenti che si sfideranno

a colpi di colori forti e scollature generose

ma io devo riordinare cose di una vita passata di più vite passate

e occorre aprire i pacchi con gli alberi di Natale smontabili:

di uno non c’è più il tronco dove attaccare i rami di plastica

e nell’altro sono così tristi i rami di carta tutti stretti intorno al fusto!

ma le decorazioni sono commoventi: stivalucci di vetro colorati

palle rosse bianche azzurre e uccellini di vetro soffiato

casette d’argento angioletti di rame ghiaccioli trasparenti

e stelle e stelline babbi natali un po’ ammaccati slitte e renne

e il puntale d’oro da sistemare in cima all’albero e fili di lucine

– un po’ troppo grossi in verità – con candeline attaccate

ma non ci sono più bambini per meravigliarsi

E il grande scatolone del presepe, con buoi e asinelli

di varie dimensioni residui di differenti presepi

e pastori pecorelle pifferai l’omino che cuoce le caldarroste

il calzolaio col martello alzato la donnina con l’oca in testa

e il centurione romano con la spada sguainata,

i Magi con i loro doni e il ragazzo che scruta il cielo –

la mano sugli occhi per ripararsi da una luce sfolgorante

E ci sono statuine di Gesù bambino: uno grande e bello

e molti più piccoli e ce n’è uno – un po’ scrostato e scolorito –

che stringevo nella mano da bambina e mi addormentavo con lui

– la mano sotto il cuscino stretta a pugno – ed era il mio segreto

E grandi carte di cieli stellati piegate in perfetti quadrati

e rotoli di carta che simula la roccia (marrone macchiata di licheni verdi)

per fare le montagne della Giudea e la grotta per Maria Giuseppe e Gesù

Ma ora bisogna fare spazio

e riordinare le emozioni di una vita passata di più vite passate…

 

Alle 17 accendono le luci dell’albero di Natale in piazza Duomo

e in Galleria ci saranno cristalli scintillanti

e stasera c’è la prima della Scala e ci sarà molta emozione in giro

ma io fatico a sistemare chiodi chiodini pinze cacciaviti martelli

e due trapani con tante punte diverse e due cassette da lavoro

stoppa e lampadine barattoli di smalti e rotoli di carta vetrata

e piastrelle di vecchi bagni ceramiche del pavimento di cucina

e listelli di marmo e bisogna pur metterli da qualche parte

o eliminarli perché non aggiusterò più pavimenti

ma forse qualcuno – dopo – potrebbe averne bisogno

E poi ci sono i reggilibri di metallo e quelli di materiale plastico

rosso e verde e due grandi di legno:

su uno all’inizio dell’Avvento ci tenevo aperto un libro

con l’Annunciazione alla Vergine Maria di Antonello da Messina

a Natale finalmente esponevo una dolcissima natività

ma era in un’altra vita e non mi ricordo quando l’ho portato in cantina

E poi ci sono le cornici da sistemare – quelle di finto argento

e quelle di plexiglas – e ho trovato una bellissima grande cornice

con un arco di ottone attorcigliato che termina in alto con un nodo

e un grande vetro ovale e bisognerebbe montarla

e vedere se c’è qualche grande foto da sistemare in questa cornice

così da darle un’altra opportunità di vita

 

Alle 17 accendono le luci dell’albero di Natale in piazza Duomo

e tutti si scambieranno sorrisi e batteranno le mani

e stasera c’è la prima della Scala

ma io resto in cantina impolverata e nera

a riordinare giorni e mesi e anni e vecchie cose

che da tempo non hanno più vita

 

Silvana Ceruti

Milano, 7 dicembre 2017

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