Poema del 20 agosto 2017

Nella deserta piana una macchina a cilindro fugge slontanandosi all’orizzonte mascherato della polvere

Tentacoli di luce dalla piovra-arcobaleno frugano nella gola di uomini-gomma sospesi nell’arido

Seducenti lingue analizzano suadenti inguini mentre luminosi dischi volanti piombano il sogno

Ragni dalle pupille verdi coni di raggi x formiche parlanti insetti cornuti plasmatiche sfingi colloidali ricordi tarocchi stinti

 

Precipitare dentro l’occhio di una tartaruga nella cui visione un caimano primordiale nuota severo

e un cancro come un fiore affiora nel palmo della mano poi che la terra si fa larva

e monoliti trasudano sangue

 

Appesi al rancoroso filo della notte treni vaniscono fra le dune dove una tigre morente s’offre all’ultimo amore

In equilibrio su un cornicione una vampira scruta le abbandonate strade le dismesse cabine lattee il cielo giallo maculato di uccelli muti

e la pioggia cosmica la savana degli ominidi una pioggia senza memoria i canali della paura

e cuori come farfalle inchiodate l’inesistenza di Dio

 

Alberto Figliolia

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