Incominciò con una introduzione

Volentieri ospito questa grandissima poesia di Silvana Ceruti…

 

Incominciò con una introduzione

Incominciò con una introduzione

Poi ci fu il volo di una tignola che voleva attaccarsi alla pelle
solo un poco e un tarlo incominciò il suo onesto lavorio
sottile
sottile
sottile
quasi gentile
e poi
TADAN
TADAN
TADAN
TADAN
TADAN
TADAN
di colpo mi piombò addosso il Pleistocene:
il bramito del megacero invase tutto
un urlo lamentoso
costante
orripilante
con sciabordio di acque sottostante
a tratti la risata di una iena ad accapponare la pelle
NGAA  AH AH AH NGAA AH AH
NGA
NGAAAAA

Un’enorme cicala preistorica prese a segarmi il cervello
FRIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
senza limite, senza dignità
FRIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

Poi, con uno scatto, un serpente a sonagli s’impose
s’erse, prese a dondolarsi
e suonavano i suoi sonagli
insistenti
insidiosi
suadenti
subdoli
ssssssssssssssssssssssssssssssssss
ssssssssssssssssssssssssssssss
ssssssssssssssssssssssssss

uggioliii e ragli
ragli e uggiolii

pigolii

e schianti di equiseti e di ginkgo biloba abbattuti
dalla coda dello stegosauro
e crudeli bande di velociraptor
scaiamavano all’assalto

Sst! sst! sssssssssssssssssst!

Qualcuno
qualcuno
qualcuno
prese a demolire la roccia della caverna
con colpi secchi ottusi ostinati
POW POW POW
BAM BAM BAM
POW POW POW
BAM BAM BAM
POW POW POW
BAM BAM BAM
voleva raggiungermi
POW POW POW
demolire la roccia e penetrare nella scatola cranica
arrivare alle luci, agli scintilli degli occhi
BAM BAM BAM
e POW e POW e POW
per l’eternità

Forse per questo
tutto tornò indietro fino a ere indicibili
e scese un’acqua tutt’intorno
fitta
fitta
fitta
a strisce dritte
e impediva la vista come un tendone
cortine di acqua verde
fragorosa
scrosci e fruscii
boati e onde e onde e onde
accecanti
Tutto annegava solo i trilobiti
mi picchiavano in testa

Era il Cambriano?
O forse era prima
che Dio separasse l’acqua dalla terra
e non c’erano neppure le meduse
e non si vedeva nulla
solo un rumore verde
una luce diffusa gialla
disarmante

E CROAC CROAC CROAC
erano nati i rospi
fra sibili strilli e gloglottii
strogolii
grufolii
crocidii
crepitii
zirli e fischi e frulli
CROAC
CROAC
CROAC
CROAC
CROAC
CROAC
era una consolazione
e amavo questi piccoli animali
e anche le rane
e i girini
e percepii
gli spermatozoi primordiali dell’universo
e l’uovo
il magnifico uovo cosmico
e tutti i rumori alieni della vita:
meglio della roccia fusa che colava
meglio degli scoppi e delle esplosioni laviche
meglio del tarlo
dei tonfi del mammut
del tuorlo che cola
del tonante Giove
dei ticchettii dei tacchi del tecnico

Quasi un tubare sentii
forse era la colomba di Noè
forse portava un ramoscello d’ulivo

forse riemergevo ed ero estromessa
dall’apparecchiatura per la risonanza magnetica

Silvana Ceruti- Pioltello, 22 marzo 2017

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