Dreams

rane squartate piovvero dal cielo

e perle radianti

e giocattoli infuocati

e tasti di pianoforte

lapilli atemporali

secchi di terra nera

 

e la Terra era crepata

i boschi di carbone luccicante

e tamburi creavano ombre di suono

adescando i mostri acquattati negli anfratti di tenebra

 

mangiai pezzi del fungo mistico

mentre leggevo note su un pentagramma perduto

 

e la luna era un circo disperso nel vuoto

una donna-cannone piantata nel suo unico occhio

e un filo ci legava a essa

clown sospesi sul filo del nulla

le nubi come abiti all’idea dell’eterno

 

e miriadi di stelle, infinite

sotto il tetto nudo

della mia casa interiore

 

Alberto Figliolia

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