Appunti per una poesia mai scritta
Fiori di brina
sui vetri della cucina
della mia infanzia
quando il mattino
mi alzavo dalla poltrona-letto
di pelle rossa
presso la parete della porta
e alla mia destra una vecchia
credenza bianca.
Un anno, sopra la mia testa,
era appeso un bellissimo calendario
dalle immagini astratte:
mi affascinava, mi intrigava
al risveglio indovinare
nuovi volti in quel groviglio
di linee e di curve
(ma parevano anche nidi
d’inverno
abbandonati o pronti
a riprender vite).
Poi il profumo del latte
e, spesso, la nebbia fuori
e i fiori di brina
sui vetri
Oggi mi sembra ieri
nonostante la notte stantia,
infuocata di malattia,
nonostante il ridestarsi
fra cani mugghianti
nella mente.
Ogni giorno alzarsi
un atto di coraggio,
non come ieri.
E sono subito nell’alba
feroce di freddo.
Le auto nella loro solitudine
metallica
vanno… vanno
senza una reale direzione
Una nube di vapore rosa
colma l’aria della piazza
vuota
sopra i murales di guerrieri
sconfitti,
sopra lo Yin e lo Yang
Una donna velata
– una madre –
con tre bambini
sulle strisce pedonali:
anche loro in attesa
nel silenzio
Fra Cesano Boscone e Milano, mercoledì 30 novembre 2016
Alberto Figliolia
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