Ad algidi passi la sera

Ad algidi passi la sera
“Grazie, mi stai minando la terapia!
Grazie, mi stai minando la terapia!”
Pinguini ed ermellini meccanici salgono e scendono al rigido ritmo di orologi atomici celati
La gente in Galleria passa senza vedere, senza sapere
Dagli altoparlanti risuona un politichese ornato da consiglio di amministrazione
Creature in uniforme stazionano ai margini del mio nulla
Sull’asfalto dei marciapiedi scritte inneggianti al dio che non c’è
La città ha milioni di sguardi dispersi
Coppie mistiformi senza alcun misticismo attraversano l’orizzonte dei ricordi
“Grazie, mi stai minando la terapia!
Grazie, mi stai minando la terapia!”
Ho perduto il primo treno e il secondo pure, e ogni altro treno, ogni altro treno non ha posto per me
Odo l’ergastolo della vita correre nelle esangui esauste vene
Uno schermo spara immagini di modelle cifrate
Le pareti son tappezzate di oscuri silenzi
Il sole è una malattia di luce
Un flash nella mente… un campo di grano maturo ondeggiante, una stupida banale commovente canzone, una carovana in marcia verso un’isola lontana
Oggi il presente è solo un’ipotesi del passato
“Grazie, mi stai minando la terapia!
Grazie, mi stai minando la terapia!”
Solo il vuoto mi popola, solo il vuoto mi popola
Rimbalzo frenetiche urla di angoscia cognitiva
Mentre uno sconosciuto arrotino affila con ferocia gli occhi del tramonto la malinconia mi abbaia e guaisce contro: è una belva magnifica: ha denti d’avorio e cristallo
Assaggio il veleno depositato sotto le unghie, ma prima le frantumo con le gengive sanguinanti mercurio
Guardo la luna e mi vedo seduto su quella polvere sine tempore: osservo lo scintillio delle stelle superbe e indifferenti e piango lacrime di ghiaccio
Mi riscuoto dal torpore: ascolto il pallido battito del cuore di coloro che mi fluiscono accanto, che mi fruiscono: vampiri, vampiri…
Il mio male ha un nome. Un nome senza nome
“Grazie, mi stai minando la terapia!
Grazie, mi stai minando la terapia!”
Mi spegnerò la voce che rimbomba e assale gli scoscesi muri dell’anima: mi spegnerò la voce che rimbomba e assale gli scoscesi muri dell’anima
“Grazie, mi stai minando la terapia!
Grazie, mi stai minando la terapia!”
Alberto Figliolia
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