Rotella e il cinema

Ricordo ancora di quando vidi Il grande sonno, ad esempio, e altri film bellissimi, mi dicevo: “Ecco questa è la vera arte, accanto alla pittura, questa è arte!”, Mimmo Rotella

Che ci fa Padre Pio nello stesso manifesto con gli eroi di Matrix? Quale arcano accostamento si instaura fra tecnologia magica e postmoderna da un lato e religiosità popolare e tradizionale dall’altro (gli scientisti a oltranza parlerebbero di superstizione, oppure è mistica?).

Padre Pio, con il suo saio che pare trasfigurare in quello di cavaliere di un ordine fantascientifico, accanto ai protagonisti della saga firmata dalla regia congiunta Wachowski (Laurence/Lana e Lilly/Andrew Paul), accanto al profano messia di un futuro apocalittico, è uno dei miracoli attribuibili all’arte del décollage di Mimmo Rotella (1918-2006).

All’immaginifico artista calabrese e alla sua fantasiosa “arte povera” dedica una splendida mostra Casa Rusca a Locarno. Mimmo Rotella e il cinema, un capitolo infinito, con manifesti strappati, tagliati, rielaborati, incollati, sovrapposti, fino a dare un senso diverso o, meglio, più ampio, dalla scatola dei sogni liberandosi altri sogni, idee e percorsi alternativi.

Troneggiano icone dell’immaginario collettivo in quei manifesti tagliati e ritoccati: Marilyn in quantità, e mai bastante, Elvis Presley, Gregory Peck, James Bond, Arancia meccanica, Jack Nicholson nel Cuculo, Fellini, Christopher Superman, La Maja desnuda (ah Ava Gardner…), Gary Cooper, La gatta sul tetto che scotta e Lassù qualcuno mi ama, Dirty Dancing e King Kong, Batman e Diabolik, Divorzio all’italiana e Lolita. La Loren e John Wayne, Via col vento.. Innanzi ai nostri occhi un tripudio di colori e visioni, un riassemblaggio dolcemente onirico, un’infinità di mondi possibili.

Le soluzioni geniali nascono sempre da assunti semplici: basta un manifesto cinematografico all’aria, per strada, e sorge la voglia di giocarci, di innescarvi e innestarvi (o disinnestarvi) altro. E se sotto quel manifesto su cui si agisce se ne celasse un altro e un altro ancora? Aggiunte e tagli compongono sempre nuove immagini e relazioni e significati.

La seicentesca Casa Rusca nella sua austera e pur deliziosa struttura osseo-architettonica si presta magnificamente a celebrare l’arte di un faber fra i più originali e innovativi. Le opere esposte sono tante e belle: rapiscono occhi e sensi, stimolano, suggeriscono inedite suggestioni, creano echi, si fanno penetrare, consentendo imprevisti viaggi, traendoci dal sommerso o immergendoci nel suo oceano incognito, recuperando memorie sognanti in una sorta di matura infanzia.

Ercole e le ingenue e meravigliose peplum stories. Ingrid Bergman. Gli indiani. Il Grande Circo. Cleopatra Liz. Décollages si alternano su tela ai riporti fotografici, altrettanto evocativi, all’artypo (sovrapposizione su fogli a stampa tipografica). Ma anche acrilici su tela, fra cui Shanghai (alias Rita Hayworth) e Ragtime.

Mimmo Rotella è stato un inesauribile sperimentatore, un talento di estrema versatilità: dai quadri neogeometrici degli esordi alla poesia fonetica (definita con uno stupendo neologismo epistaltica), il cui manifesto fu pubblicato da Leonardo Sinisgalli in Civiltà delle macchine (1955); dagli accartocciamenti di manifesti agli assemblaggi di tappi di bottiglie o corde; dalle sovrapitture ai dischi, sempre di poesia fonetica; dalle avanguardie al Nouveau Réalisme… un’incredibile e strepitosa parabola.

Capitemi: nella pittura l’artista parte da zero, dal bianco, dal vuoto, ma nel collage il punto di partenza è l’oggetto dato […]. Si tratta di una ricerca che si affida non all’estetica, ma all’imprevisto. Io strappo i manifesti prima dal muro, poi dalla base del quadro: quanti interessi si accumulano, si urtano e si avvicendano dal primo all’ultimo strappo! Come non dargli ragione, come non essere coinvolti da questa felice follia creativa!

Alberto Figliolia

Rotella e il cinema. Pinacoteca Comunale di Casa Rusca, piazza Sant’Antonio, Locarno (CH). Sino al 14 agosto 2016.

Orari: mar-dom 10-12/14-17.

Info: Dicastero Cultura Città di Locarno, piazzetta de’ Capitani 2, CH-6600 Locarno; tel. +41 (0)91 756 31 70; e-mail servizi.culturali@locarno.ch; sito Internet www.museocasarusca.ch/www.facebook.com/Pinacotecacasarusca/www.locarno.ch.

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