Eros, hai sempre pensato…

Eros, hai sempre pensato…

 

Eros, hai sempre pensato

che la vita è un acquario.

Innumerevoli esseri giranti

con parvenza di pesci

o strane creature dai polmoni-branchia

spinti da invisibili microcorrenti

fra piante marine artificiali, alghe

e conchiglie-rifugio

di struggente buio.

Oppure sbuffi di fumo,

anelli di vapore che si beano

d’effimera bellezza

nel silenzio snodato del giorno,

e salgono, salgono fin dove

ci si perde…

Che polvere è celata nella tua pipa,

Eros, quale tabacco ancestrale

a disegnare lingue e speranze?

E la musica mentale ed eterea

che con dolcezza ti scuote

è della stessa sostanza dei sogni?

Accavalli le gambe, poi torci i piedi

con lenta e gioiosa pigrizia,

e ci guardi scorrere: affaccendati,

vani, talora lugubri, appenati

senza sapere, senza capire.

E tu fumi la tua musica,

soavi frecce sonore

che trafiggono il cuore

– pitagorica idea, ansito d’eterno –

e pacificano con il caos

supino e sobbalzante, con il caos

giacente e squassante,

mentre ci osservi nell’acquario

muovere in mulinelli

e bolle di non senso…

A te, Eros, il cielo, è calmo amico.

 

Alberto Figliolia

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