And Now the Good News

Il potere artistico della stampa. O, meglio, le magie della Press Art, intendendosi con tale definizione tutto quel che è stato ed è prodotto in campo artistico utilizzando la carta dei giornali come supporto, come fonte d’ispirazione o come riferimento più o meno marcato. Gli esiti possono essere sorprendenti sia dal punto di vista formale che da quello più propriamente concettuale, con un’infinità di suggestioni e implicazioni socio-culturali.

Al MASI-LAC di Lugano sino al 15 agosto 2016 è in scena – dati i contenuti, si potrebbe anche dire “lettura” – And Now the Good News-Opere dalla Collezione Annette e Peter Nobel. Il quarto potere declinato in chiave artistica: dalle più tradizionali immagini fotografiche alle installazioni, dai collages alle tecniche miste, dall’astrattismo agli accartocciamenti scultorei, Dada, Cubismo, Costruttivismo, Surrealismo, Nouveau Réalisme, Arte Povera e Pop Art, passando per le provocazioni intellettuali e l’intervento politico. Una strepitosa miscellanea di oltre trecento lavori alla curiosità dei visitatori.

Un impulso a riflettere, un universo d’istinto, un’arte che non crea distanza con l’osservatore…” così il Professor Nobel, esperto di diritto dei media, ama dire della Press Art di cui è divenuto formidabile conoscitore. “L’esposizione non è soltanto un’esperienza estetica, ma un esercizio di comprensione. E affascina la trasformazione…”.

Una sorta di galleria delle meraviglie si svolge fra i due livelli in cui si suddivide la mostra, in una scansione temporale che va dai dagherrotipi ottocenteschi ai giorni della contemporaneità. Fotografie a colori su tela; acquerelli; C-Print; serigrafie; collages, oli su carta da giornale su tela; gouaches su cartone; dipinti, disegni; i supporti e i materiali più disparati e originali insieme con l’onnipresente carta-idea del giornale, dell’universo della stampa, della comunicazione. Ovunque ti volgi e guardi ti coglie uno stimolo, ti balza e rimbalza in capo un pensiero, una suggestione. Undici le sezioni dell’imponente allestimento: Un mondo da leggere e da guardare; La sfida alla pittura; Un quarto d’ora di celebrità per tutti; Alla scoperta di un nuovo mondo; Sommersi da un mare di notizie; Noi vi informiamo? – Voi decidete?; Chi mi ama mi segua; Il medium è il messaggio; L’arte in prima pagina; Il tempo accartocciato; Sovvertire il quotidiano.

In una realtà ormai totalmente filtrata dallo sguardo dei media, l’arte è diventata il luogo in cui l’enorme flusso di immagini e informazioni che ci avvolgono vengono messe in discussione, criticate, analizzate, sovvertite e trasposte su un piano poetico. Il luogo di una ricezione attiva e non di un consumo passivo, come testimonia anche la sezione in cui vengono presentati alcuni esempi di interventi artistici realizzati direttamente all’interno delle pagine dei giornali. […] La pagina del quotidiano del giorno sospesa a mezza aria da un getto d’aria nell’opera di Roman Signer diventa così al contempo il punto conclusivo di questo racconto e l’inizio di uno nuovo, quello che ogni giorno milioni di persone cominciano leggendo le pagine di un giornale, augurandosi che possa essere finalmente il giorno delle good news. Un racconto avvincente in cui si mescolano analisi sociale, riflessione esistenziale, critica politica, indagine filosofica e sovversione ironica, che offre al visitatore un’occasione unica per indagare le relazioni tra arte e media del nostro tempo, è la riflessione che And Now the Good News propone”.

Fra gli artisti in mostra: Jean Arp, Alighiero Boetti, Georges Braque, Joseph Beuys, Erwin Blumenfeld, Alighiero Boetti, César, Christo, Urs Fischer, Varvara Fyodorovna Stepanova, Thomas Hirschorn, Georges Hugnet, Alfredo Jaar, William Kentridge, Jannis Kounellis, Le Corbusier, Roy Lichtenstein, Joan Miró, Willem de Kooning, Robert Rauschenberg, Mimmo Rotella, Kurt Schwitters, Andy Warhol… Ma l’elenco non si esaurisce certo qui. Come non rimanere preda dell’ammirazione innanzi ai collages su carta di Walter Grab, ai disegni con penna su carta da giornale di Alberto Giacometti, allo straniante Che Guevara-Cristo vivo e fumante il suo sigaro in mezzo ai propri aguzzini, agli armonici e cristallini incroci di parole tracciati con matita e pennarello su carta di giornale da Jana Seehusen, all’incredibile Jorge di Vic Muniz (dagli infiniti microcosmi alla ricomposizione globale, le ragioni del plurisenso, la parcellizzazione della verità così faticosa da ricercare e ricreare)? E che dire di come riesce a rendere la pornografia della violenza, l’immagine più degradata e abietta dell’umanità che umilia l’umanità, Joan Fontcuberta con la sua Googlegram: Abu Ghraib (C-Print su carta/C-Print on paper)? E, ancora, i “modellini”, caricatura dell’eros, di Richard Prince, il geniale e durissimo Veil V di Rashid Rana (C-Print su carta/C-Print on paper), gli sconfinamenti/ribaltamenti/confusioni semantici di Kim Rugg, l’iconoclastia di Beni Bischof, il superlativo fumettismo di Vinny Reunov…

Dire di questa mostra che è imperdibile non è affatto usurpato.

Ultima notazione… Il catalogo è stupendo. Stampato dalle Edizioni Casagrande, è corredato da immagini a colori di tutte le opere in mostra riprodotte su una speciale carta da giornale, perfetto pendant alla mostra che celebra. All’interno, unitamente ai contributi critici dei curatori Elio Schenini e Christoph Doswald, sono i testi del filosofo francese Jean Baudrillard e dell’artista svizzero Thomas Hirschhorn, oltre alla prefazione del direttore del Museo Marco Franciolli.

Alberto Figliolia

And Now the Good News-Opere dalla Collezione Annette e Peter Nobel. Museo d’arte della Svizzera italiana, Piazza Luini 6, Lugano (Svizzera). Fino al 15 agosto 2016.

Orari: martedì, mercoledì e domenica 10,30-18; giovedì, venerdì e sabato 10,30-20; lunedì chiuso.

Info: tel. +41 (0)58 866 42 30; e-mail info@masilugano.ch; sito Internet http://www.masilugano.ch.

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