Il pranzo dei canottieri (da un quadro di Pierre-Auguste Renoir)

Il pranzo dei canottieri (da un quadro di Pierre-Auguste Renoir)

La fatica dei giovani è non pensare

all’amara vecchiezza, mentre si beve

conversando sullo scintillio delle acque

e l’ultima moda, non considerando

che mors imminet atra, appoggiati

sulla balaustrata, il vino sulla tovaglia

candida da luci vermiglie navigata.

Aline parla con il cane; ancora non sa

di parlare con l’eternità;

Caillebotte fuma perduto nell’immensità

o la sua idea, ignaro di rivali d’identità.

Ombre dispiegate sul rumore.

Popolane amate da baroni.

Autunni di guerre venture.

Frammenti di felicità navigano,

inconsapevoli,

nell’aria calda e ferma

né sappiamo ancora perché

saremo tutti, prima o poi, vittime di noi.

Frutti maturano alla luce primitiva.

Ritorni soliti e imprevisti.

Disfacimenti di mondi in polvere

e belle epoche.

La Città delle luci nell’occhio

del purgatorio: consunzione

da effimere gioie.

Ah godere l’eterno istante…

Alberto Figliolia (da Poesie scelte, 2010, Albalibri Editore)

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