l’amore si muove in un vuoto elastico

l’amore si muove in un vuoto elastico

compie acrobazie di seni, equilibrismi di labbra

fra neri cerchi e sfere abbaglianti

fra corde e tentacoli

fra bolle di torpida paura e impiccate suicide

fra stelle rosse e razze volanti

fra sguardi sornioni e spossati e sinuose spose

l’orologio dell’amore levita

fra danze velate e occhi che gocciano sangue

fra triplici teste e fianchi preistorici

in mosse di acque pensanti

o muscoli di monaci agonizzanti

nel rovinoso tourbillon di notti ignote

il trucco dell’amore mi fa piangere

perché posso svelarlo, perché non ci riesco

il suo sorriso, il suo grido

a gambe aperte che invoca e respinge

l’intreccio selvaggio delle carezze nel cuore-prigione

mentre si accoppiano in silenzi di ragno

gemelli di dolore: dolore che dondola e vibra

nelle fibrose aste di un cielo alieno, infinito

dove a doppia e ferma velocità voliamo

inarcati in un vuoto elastico

Alberto Figliolia (da Poesie scelte, 2010, Albalibri)

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