palùgine… faramìne

palùgine… faramìne
 
Fuggito dal palazzo dell’imperatore folle
dopo avere aggirato i raggiri del suo amore
nelle segrete che custodivano inconfessabili segreti
fra tenaglie di passione e ferri di odio
mi perdetti nelle lande di palùgine
fra le fluorescenze della notte e infinite stelle
 
Affondavo nella melma, fra bisce e spettri di madri furiose
poi… poi… la salvezza lontana: all’orizzonte marino, un faramìne
ma fu lì che esplosi: carne e ossa a brandelli nella sulfurea atmosfera
ricreato dalla morte nell’economia del creato
su un pianeta lontano miliardi e miliardi di sogni fa
 
Alberto Figliolia (da “Poesie scelte”, 2010, Albalibri
twitter @phigliolia
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