Per amarti io baro…

Per amarti io baro: celo le carte

poi le getto con disprezzo

sulla tavola nuda del cielo

dove un cero è spento

dal vento del Tempo

Tu mi sorridi ignara

e consapevole: mi reggi il gioco

La mia pelle è indistinguibile

dall’abito: mi trasformo in continuazione

alle tue gambe sotterranee e lisce

come quelle di una strega prima del rogo

Qual è il passo della giocata?

Quale l’empia mossa che congiunge?

Il tuo sorriso? Il tuo bel viso come luna

scomposta nella penombra?

Il mio volto che prende forma di sacro cuore?

Le dita del tuo spirito che già svaniscono

nella lusinga dell’inganno?

Alberto Figliolia (da Poesie scelte, 2010, Albalibri)

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