Markus Raetz e Aleksandr Rodčenko al LAC

La visionarietà spaziale di Markus Raetz, immaginifico trattatore di materia, artista dalle molteplici soluzioni con i più disparati elementi, vrai magicien… L’estetica rivoluzionaria delle fotografie e dei montaggi di Aleksandr Michajlovič Rodčenko… In un colpo solo al Lac Lugano Arte e Cultura si possono ammirare due straordinarie esposizioni. Da una parte, al secondo piano, il 75enne bernese, maestro della “relatività della visione”, genio dell’incisione e sublime inventore di suggestive installazioni; dall’altra, al primo piano, il fotografo dell’Unione Sovietica non ancora stalinizzata – meravigliosa la serie che immortala il corrucciato e ironico Vladimir Majakovskij –, incredibile nella gestione/ricomposizione/creazione di linee/luci/ombre, fra “naturalismo” e sperimentazione, fra realtà e sogno poetico.

L’esposizione dedicata a Markus Raetz sarà aperta sino all’1 maggio, mentre quella di Rodčenko sarà visitabile sino all’8 maggio. Entrambe… imperdibili, in un allestimento saggio, prezioso, in spazi che non possono non destare meraviglia, con amplissime vetrate che s’aprono sul luminoso Ceresio.

In un certo modo a latere, almeno rispetto alle altre sale, è la megainstallazione di Markus Raetz, Chambre de lecture: 432 profili in filo di ferro sospesi davanti alle pareti di una stanza (400 x 815 x 630 cm), che simulano, per l’appunto, profili di volti, in continuo delicato moto in seguito al movimento dell’aria. Un’ipnotica galleria di volti in profilo, una sfilata di espressioni di sapore rinascimentale tracciata avendo semplicemente torto del banale fil di ferro. Un’installazione, dato il continuo stato di moto, mai uguale a sé stessa. Coinvolgente, semplice e incantevole, sapendo dipingere l’infinità varietà sentimentale di quella strana specie che l’Homo sapiens sapiens è.

Invero vastissimo è il panorama dell’elaborazione intellettuale di Raetz: che siano dattilografie, xilografie, acqueforti e acquetinte, eliografie, fusioni in ferro, sculture che mutano di forma e senso a seconda che le guardi al naturale o allo specchio, la sorpresa è sempre felicemente in agguato e, con essa, lo stimolo ad andare oltre la mera e banale realtà. Oppure la realtà cela più meraviglie di quanto sia lecito aspettarsi… “Le sperimentazioni grafiche di Raetz sono accompagnate da una parallela ricerca in ambito plastico come testimoniano le numerose sculture incluse nell’allestimento: si tratta sovente di opere che si trasformano sotto lo sguardo dello spettatore mutando aspetto, e di conseguenza significato, a seconda del punto di vista scelto. Una parola può quindi trasformarsi nel suo esatto contrario e il profilo del celebre Beuys apparire al tempo stesso come la sagoma di una lepre: nelle sculture di Raetz coesistono gli opposti e niente è come appare di primo acchito”. La mostra di Raetz è un fantastico acceleratore di stimoli.

Sono più di trecento le opere di Rodčenko in mostra, fra stampe vintage, fotomontaggi, copertine di riviste, manifesti d’epoca, ritratti. Artisti, lavoratori, una Mosca feconda e fantasiosa, un popolo in marcia e in posa festosa, non ancora presago di gulag e altri orrori. Un itinerario, quello di Rodčenko, oltre che artistico, quasi “storico-antropologico”, che si conclude con “tre Costruzioni spaziali, sculture aeree ottenute componendo forme geometriche elementari, interessantissimo esempio di opera costruttivista”. La scienza dei primi piani, la capacità di riprendere da angolazioni e visuali inusitate restituendo anime e psicologie, tensioni e aspirazioni, era una delle caratteristiche di Aleksandr, che… “documentò attraverso gli straordinari ritratti, le immagini di panorami urbani e architetture, i reportage in fabbriche e cantieri, gli uomini e lo spirito di un’epoca di grandi speranze e altrettanto grandi contraddizioni. Soprattutto sovvertì le regole della ripresa: le sue inquadrature caratterizzate da punti di vista inediti, da spigoli e diagonali, sono oggi la testimonianza più pura del desiderio di aggiornamento dell’arte e del mondo stesso che ha animato gli artisti dell’avanguardia sovietica”.

Ah perdersi nel grido gioioso di Lilija Jur’evna Brik…

Alberto Figliolia

Markus Raetz, a .cura di Francesca Bernasconi. LAC Lugano Arte e Cultura, piazza Bernardino Luini 6, Lugano (CH). Fino all’1 maggio.

Aleksandr Rodčenko, a cura di Ol’ga Sviblova. LAC Lugano Arte e Cultura, piazza Bernardino Luini 6, Lugano (CH). Fino all’8 maggio.

Info: + 41 (0)588664230; e-mail info@masilugano.ch; sito Internet www.masilugano.ch.

Orari: mar, mer e dom 10,30-18; gio, ven e sab 10,30-20, chiuso lun.

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