sognando

sognando
mi trasformo in libellula
 
volo verso la finestra
precipito fuori
valico paesi e acque
 
per raggiungerla
baciarla sulle palpebre chiuse
risalirne l’odorosa epidermide
annidarmi fra i suoi capelli
 
dove il sonno della morte, nastro tubiforme di carne pulsante, coi suoi ninnoli da bambino (un eunuco trombettiere, un cane svitabile, un topo immortale, una coppia di pesci sapienti, un antico cosmonauta, un battello ebbro) consolatorio mi accoglierà
 
Alberto Figliolia (da “La semina dei ricordi”, 2013, Albalibri editore)
 
twitter @phigliolia
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