Cade l’ombra dal corpo allampanato

Cade l’ombra dal corpo allampanato
della sera: i piedi sopra l’umida terra,
la figura come magro albero;
s’allunga l’ombelico della sera
come un elastico teso da mani
bambine e il mondo è una distratta
e distorta fessura, quasi una ferita
alla ragione cosmica. Nuda
è la sera, con le sue braccia-stelo,
ragno sulla tela dell’ultima luce,
febbrile malinconia prima del sogno.

Notte del 14 agosto 2012

 

Alberto Figliolia

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