Quel bambino buffo…

Quel bambino buffo giocava

con occhi, stelle e asterischi:

li gettava in aria e li riprendeva

e li rilanciava e così via

sino a che essi non si smarrivano

nel più profondo degli spazi.

Allora compariva un insetto

sapiente a elogiarne

la ruvida sognante follia

con un forsennato battito d’antenne

che scandalizzava i borghesi benpensanti.

Il sigillo definitivo veniva poi messo

da un pesce volante semidivino

mentre un ultimo uomo quadrato

stordiva la luna rossa

che si intersecava con uova primitive.

La felicità sovrastava tutti.

Alberto Figliolia

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