La pistola noetica

La pistola noetica
L’incertezza distrugge,
il senso di questo passare
vano
fra lavori ritorti
come antiche serpi.
La notte veglia,
insonne e vegeta
la luce.
Ci hanno regalato
alle soglie dell’alba
una pistola noetica,
ma non tutti sono in grado
di usarla:
ad alcuni hanno strappato
il cuore,
ad altri unghie e denti,
ad altri ancora i seni
dell’intelletto.
È come vaghe onde
questa solitudine,
un silenzio rotto
da un silenzio più profondo,
inesauribile pozzo
d’angoscia.
Talora s’ode il passo
dell’uomo in papillon,
il sorriso imperfetto,
digrignato,
astuto,
cattivo,
misero,
nelle mani la griglia
della condanna.
E per attendere
la fucilazione
soltanto una sigaretta
già fumata,
una nuvola storta,
un merlo stanco.
Nelle orecchie
l’arrugginita canzone
del ventilatore,
negli occhi
l’immagine di un bastone
che fu albero:
ora è soltanto
maschera, ligneo
schema d’obbedienza
e orrore.
Non finirà…
non finirà mai…
S’accavalleranno
fedifraghe ore
e giorni
e mesi
e anni,
perfino secoli e millenni,
catena di nulla,
ceppi di non senso,
invalicabili muri.
Rimane
una parola,
una domanda:
perché?
Alberto Figliolia
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