Ricordando nel sogno

Ricordando nel sogno

Il sole tramontava, pioggia

d’oro e rosso sulla valle;

santuari di rocce a guardia

di acque senza tempo;

le betulle a stormire nella brezza.

“Mamma”, disse il figlio,

“Vorrei farti una foto d’amore

prima che tu ti dissolva per sempre

nella culla dei ricordi che avemmo,

prima che ci perdiamo

nell’infinito vuoto a venire;

una foto d’amore per conservare

l’albero del tuo sorriso,

la tua voce antica come la fonte,

il tuo sguardo doloroso,

le tue carezze senza rimedio;

una foto d’amore per perdonarci

senza paura il male che a vicenda

senza volerlo ci facemmo

vivendo”.

E la madre posò la mano rugosa

su quella, liscia, del figlio

(un’ultima carezza senza rimedio)

mentre il viso si illuminava

di uno scarno sorriso e le parole

si sgranavano nel rosario dei giorni

quale dolorosa eco nei meandri

della mente, fra le cicatrici del cuore.

“… una foto d’amore

prima che tu ti dissolva per sempre

nella culla dei ricordi che avemmo,

prima che ci perdiamo

nell’infinito vuoto a venire…

una foto d’amore per perdonarci

senza paura il male che a vicenda

senza volerlo ci facemmo

vivendo”

mentre

il sole tramontava, pioggia

d’oro e rosso sulla valle;

santuari di rocce a guardia

di acque senza tempo;

le betulle a stormire nella brezza.

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