Zapomnienie

Zapomnienie mi cantava

nelle orbite l’oscurità.

Ho visto Karl Marx passeggiare

da Treviri alle pagine di un fotoromanzo,

la polizia che bastonava gli ideali

distribuiti e disseminati nella piazza,

una diva che si era rifugiata

in una villa dorata e blindata

(anche il suo urlo di bellezza

giaceva prigioniero, mentre un’infermiera

caricava elettroshock).

Di tutto ignara un’ignea parrucchiera

confezionava permanenti

dalla consistenza di sanguisuga

del tramonto.

 

Alberto Figliolia (da La semina dei ricordi, 2013, Albalibri editore)

 

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