Catarsi sottocutanea

Ospito più che volentieri una seconda poesia di Albert Borsalino…

 

Catarsi sottocutanea

Catarsi sottocutanea l’acqua che scorre in me.

 

Piangi, bambino, piangi…

zampilli cristallini,

cascata sgorghi tra liane,

giungle di ciglia inumidite.

Arcobaleno finisci dove iniziano i sentimenti,

non pentole d’oro ma ali d’angelo

che intonano l’atavico canto,

un tesoro perduto

di pace suprema.

 

Piangi, ragazzo, piangi…

Imputridita torbida,

tutto contagia l’acqua nera del dolore,

il denso fluido che non trova sbocco

e ristagna,

ristagna e avvelena,

s’avvelena e riempie rapida

di maleodoranti impulsi

i deserti interstizi dell’animo.

 

Piangi, uomo, piangi…

Sciogli la maschera che indossi

al riflesso del tuo cuore ghiacciato,

l’eco di te sale lontana

tra aride valli e plumbei cieli,

il letto del fiume spoglio aspetta le piogge.

 

Piangi, piangi e piangi ancora…

 

Albert Borsalino

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