Il sogno di Godzilla

Il sogno di Godzilla

Godzilla emergeva dalle ribollenti profondità marine

e Buster Keaton non se la rideva più tanto

Godzilla dalle ribollenti profondità marine

e poi seduto su una panchina

con la cresta ossea multicolore

quale bandiera senza tempo nel giorno acceso

di bagliori sul lungomare battuto dal vento

Godzilla sulla panchina che scrutava

le ragazzine giapponesi nucleari

e Buster Keaton non se la rideva più tanto

Godzilla che leccava un gelato alle scorie assortite

con la diossina che riempiva i polmoni

di ogni creatura vivente e Mercurio non era

un antico e nobile dio di ladri

ma solo un metallo liquido con la m minuscola

che riempiva ogni cavità dell’anima

Godzilla che rimpiangeva le ribollenti profondità marine

ma esitava a rituffarsi perché in qualche modo

lo attraeva quello spettacolo

di allegra infinita desolazione

mentre una radio succhiava musica malata dal cosmo

risputandola come essa fosse parole d’angelo

e Godzilla aveva visioni d’isole

fra nubi di morfina all’orizzonte che avvolgevano

Buster Keaton che finalmente se la rideva

Alberto Figliolia

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