Può l’amore?

O eri ciclope

o nutrivi il terzo occhio

o sorridevi

o languivi

o blandivi

o abbandonavi

o sorgevi con l’alba sospesa

o dimoravi nel corto crepuscolo.

Avevi i tuoi anni

e anche una differenza di età fittizia:

avrei voluto possederti, dolcemente penetrarti

ma le tue rughe facevano impallidire le mie voglie.

Talora avevi due occhi:

uno verde uno azzurro

come un’antica amazzone

e un seno di lividi e fiori

 

perché tu sei due donne in una

e la passione ha sempre un duplice volto:

o quello ideale

o quello fisico

o moto del cuore

o chiostra di denti lingua labbra

o alternativa

o convivenza

o affermazione

o nichilismo.

Così la tavola dei sensi era imbandita

con le mie lacrime senza tempo.

 

Alberto Figliolia

 

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