La dea dell’amore

La dea dell’amore

(o le infinite dee dell’amore)

mi trafigge il cuore

(o gli infiniti miei cuori)

[una fine così banale!]

 

La dea dell’amore metamorfizza

mentre mi esplode il cuore

sfrangiato dagli invisibili dardi

mutando in fiori d’arcobaleno

disavvinto dalla ruota dolorosa

dei giorni

O fiori di morte odorosa

in un ghigno di felicità

strenua aspra perfetta!

 

I glauchi occhi della dea

divengono atavico ghiaccio

sul nero corpo strie

in spirali senza fine

e al suolo

nella stanza ch’è tempio

latomia d’idolatri

dall’abbagliante stridore

giullari infatuati infranti fatui

in preda all’estenuata lussuria

pacchi di carne in groviglio, svuotata

 

O dea, la tua morte vivente

mi stritola mentre

creta di stupido orgoglio e ottuso piacere

sono uno con l’esausto

ciclo dei miei amori

 

Alberto Figliolia

 

 

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