Italian Gangsters

Sei nomi famosi per altrettante storie fuori dai canoni. Ezio Barbieri, ragazzo di via Borsieri del quartiere Isola – un tempo zona popolare di Milano, oggi luogo della movida meneghina, oltremodo trendy e fashion – con la sua banda dell’Aprilia nera. Paolo Casaroli, il Dillinger bolognese, la pistola fumante in una mano e nell’altra un libro. Luciano De Maria, quello della celeberrima rapina di via Osoppo, una sorta di Rocambole, quasi un gentlemen. Horst Fantazzini, figlio di una tedesca e di un anarchico emiliano, rapinatore a suo modo naif. Luciano Lutring, il solista del mitra, gran visitatore di banche e gioiellerie e bon vivant, una volta uscito di galera pittore di vaglia, cabarettista nato. Pietro Cavallero, torinese di periferia, bandito ideologico, carismatico, colto, la cui ultima feroce (dis)avventura si concluse con una semina di morte per le vie di Milano (in prigione riscoprì la fede).

Alcuni di loro sono tuttora ricordati, di altri s’è persa la memoria, tritati dalla macina del tempo e dalle lunghe pene detentive: Barbieri, catturato nel 1946 e tornato alla libertà nel 1971, è l’unico ancora in vita; il ragazzo dell’Isola fu a capo della epocale rivolta di San Vittore dell’aprile 1946. Casaroli dopo il carcere ha fatto il libraio, avendo peraltro stimmate da intellettuale nella finezza dei ragionamenti. De Maria, “solo” sedici anni in gabbia, ha prosperato e goduto, più di quel che è capitato a Fantazzini. Lutring, come detto, ha potuto coltivare la sua arte e il suo mito, raccontato con simpatica leggerezza. Cavallero, temibile e temuto, ha terminato i propri giorni assistendo da volontario il prossimo suo. Italian Gangsters, bellissimo film di Renato De Maria, racconta vicende e vicissitudini di questi personaggi montando, in splendida alternanza, documenti d’epoca e spezzoni di vari film e utilizzando con una magistrale interpretazione attoriale le parole stesse dei protagonisti, così come riportate in interviste o libri (una parte molto introspettiva).

Un esperimento davvero interessante la pellicola di De Maria, capace di ripercorrere queste drammatiche storie individuali incanalandole nell’alveo della Storia. Il linguaggio del cinema s’interseca con quello del cinegiornalismo, ma è improprio parlare di docufiction. Talora c’è qualche passaggio da videoclip, ma il racconto è cinematografico, serrato, di gran fascino, perfetto nei tempi.

Presentato con grande successo di pubblico e critica all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, Italian Gangsters è stato proiettato in anteprima il 19 dicembre allo Spazio Oberdan di Milano, a cura della Fondazione Cineteca Italiana, con repliche previste dal 26 al 30 dicembre (rispettivamente alle ore: 21,15; 19; 17; 21,15; 19,15; 21,15), dall’1 al 3 gennaio (17,15; 18; 21) e il 5 e 6 gennaio (19,30; 19).

Alberto Figliolia

Italian Gangsters di Renato De Maria, presso Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2-ang. Piazza Oberdan, Milano (MM Porta Venezia).

Info: tel. 02.77406302/00; e-mail info@cinetecamilano.it; sito Internet http://www.cinetecamilano.it.

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