Qualcuno volò sul nido del cuculo, Teatro Carcano

Fu un Jack Nicholson indimenticabile. Così come scolpite nella memoria collettiva sono le figure della perfida infermiera Mildred Ratched, interpretata da Louise Fletcher, e del Grande Capo Bromden, interpretato da Will Sampson. Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo’s Nest), dal romanzo di Ken Kesey, vinse nel 1975 i cinque principali Oscar: miglior film, miglior regista (Milos Forman), miglior attore (il meraviglioso Jack nei panni di Randle Patrick McMurphy), miglior attrice (la Fletcher, ovviamente) e miglior sceneggiatura non originale.

Sono passati ben quarant’anni da quel capolavoro cinematografico ad alto impatto emozionale, una sacra denuncia contro il potere azzerante di un’autorità (in tal caso sanitario-burocratica) cinica, ottusa e violenta. Quella vicenda, la stranamente esaltante avventura di Randle McMurphy nell’Ospedale Psichiatrico di Salem, si concludeva con la lobotomizzazione di quest’ultimo: individuo troppo non omologabile… Ora provate a trasferire questa storia nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, anno Domini 1982, quello così felice del Mundial di Spagna vinto dagli italiani (e l’urlo di Tardelli compare nel corpo della vicenda… nella sua nazionalpopolarità trasgressivo quanto mai): dal mondo anglosassone, dagli States, a una realtà nostrana, al dialetto napoletano in cui si esprime Dario Danise, sosia perfetto di Jack-Randle. Una scommessa drammaturgica, quella di Alessandro Gassmann, vinta, e non era facile approcciarvisi tale e tanto era il confronto con l’originale targato Forman.

I tredici attori/attrici in scena sono di una bravura clamorosa: tragico e grottesco si mescolano, si ride e ci si incupisce fra black comedy e dramma, toccando argomenti di fondamentale importanza: il dissenso represso con la coercizione, la castrazione di ogni impulso all’intelligenza critica, la libertà di cui si fa strame e letame. Opera composita è il nido del cuculo di Gassmann, visionaria (magnifiche le videografie di Marco Schiavoni), sofferente, profonda… “La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà – spiega Gassmann – sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Dario (il mio McMurphy) è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente. Un testo che è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto d’accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e Potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell’uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e fa riflettere”.

E tutto proseguirà come prima, una volta soppressa con la terapia chirurgica la prodigiosa vitalità e la prorompente e controcorrente personalità di Dario? Ma Ramon Machado (cognome da poeta), l’alter ego del Grande Capo Bromden, superata la letargia, romperà gli schemi: fuga e ribellione contro l’anestetizzante e forzoso circuito del Potere. Non c’è, com’è ovvio, happy end, ma la metafora è potente e toccante. Tutti dovremmo saper esercitare l’arte della rivolta e della non obbedienza contro l’arbitrio sociale e il dispotismo che permea di sé la quotidianità impostaci.

Gran spettacolo fra una risata amara e l’altra, con messaggio incorporato, al Carcano sino a domenica 15 novembre 2015.

Alberto Figliolia

Qualcuno volò sul nido del cuculo di Dale Wasserman, dall’omonimo romanzo di Ken Kesey, versione italiana di Giovanni Lombardo Radice-Adattamento di Maurizio de Giovanni. Uno spettacolo di Alessandro Gassmann. Teatro Carcano, Corso di Porta Romana 63, Milano

Sino al 15 novembre. Orari: martedì, mercoledì, giovedì e sabato ore 20,30; venerdì ore 19,30; domenica ore 16.

Info e prenotazioni telefoniche: 02.55181377-02.55181362; sito Internet www.teatrocarcano.com.

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