Alla Nutella

Ti ho desiderata, sempre,

dal primo momento in cui ti ho vista

(anche nelle pubblicità in bianco e nero)

[non ricordo più però se c’eri pure a Carosello].

Era più bello mangiarti di nascosto

nello sgabuzzino

dove eri celata

dietro il litro di latte:

a quattro palmenti,

a cucchiaiate,

con ingenua ingordigia,

da solo o con Tiziana.

Che soddisfazione, quasi un’armonia

musicale, frugarti

con il cucchiaio grande,

solcare il tuo mare nocciola,

affondare nel tuo scuro dolce fango,

scavare e scovare

la tua essenza, l’atavica anima del cacao

nella foresta.

(Ma ti mangiavo

o da te ero mangiato?)

E sperimentarti…

nel budino,

con il gelato,

sul panettone,

con il miele,

in ogni dove, per ogni dove…

Dopo, sazio e appagato,

mi sentivo un leone,

pronto a ogni impresa:

anche quella d’amore.

(Ah il tuo sottile velo

sulla pelle dell’amata!)

 

Alberto Figliolia

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Una risposta a Alla Nutella

  1. dino ha detto:

    direi una poesia estesamente dolce, sensuale e sessuale…come solo un grande poeta riesce fare, indicibile l’emozione che la nutella scatena…riuscire a trovare i giusti vestiti nel linguaggio è pura arte, ciao Dino.

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