XIX luglio

XIX luglio

Provo a fissare lo sguardo
ma traballa
sulla parete bianca
bianca come l’afa
che scalfisce
le ore inutili

danzano sul muro
abbacinante
un villaggio etiopico del 1935
una borraccia della Germania Orientale
una maschera di legno di Giava
una porta di cascina sradicata
su cui giace un albero della vita
una tavola a olio con una vecchia che potrebbe essere mia nonna (ah la dolcezza della metempsicosi!)
tre ombre di contadini con la polenta fumante, un fiasco di vino e altrettanti galli da combattimento

tento di allineare
le immagini
di dar loro
unità e coerenza
ma è impresa vana
la calura mi ripiomba
nell’ottuso dormiveglia

Cesano Boscone, XIX luglio MMXIV, post meridiem

Alberto Figliolia

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