Caucaso, foto di Dorian Cara

Ricevo e volentieri pubblico…

 

 

ai margini della mostra fotografica CAUCASO
INCONTRO CON L’AUTORE
Dorian Cara
Milano  La Casa delle Culture del Mondo
Via Giulio Natta, 11 – Lampugnano
domenica 9 marzo 2014, ore 17.30
Ingresso libero
Info: http://www.provincia.milano.it/cultura  e-mail culturedelmondo@provincia.milano.it  +39 02 33496854

 

 

 

comunicato stampa – Milano, 28 gennaio 2014

CAUCASO
IRAN ARMENIA GEORGIA
mostra fotografica di
Dorian Cara

La Casa delle culture del mondo, Via Giulio Natta 11, Milano (M1 Lampugnano)

dal 15 febbraio al 9 marzo 2014

orari: martedì-venerdì ore 10-18.30, sabato e domenica ore 14-20, lunedì chiuso
ingresso libero

inaugurazione venerdì 14 febbraio, ore 18.30

incontri con l’autore:23 febbraio, 1 e 9 marzo, alle ore 17.30

 

La Casa delle culture del mondo della Provincia di Milano propone dal 15 febbraio al 9 marzo la mostra “Caucaso. Iran, Armenia, Georgia”, fotografie di Dorian Cara.In esposizione oltre quaranta immagini (26×38 cm) realizzate negli ultimi tre anni, un progetto fotografico nato all’interno della ricerca e mappatura da parte dell’autore, che è anche storico e critico d’arte, dei siti archeologici bizantini dell’area caucasica, centri significativi sia per le culture asiatiche che per quelle europee. Il reportage racconta questa regione all’intersezione tra nord e sud, est ed ovest, luogo di confini politici e fusione di popoli.

Le foto, selezionate tra migliaia di scatti, si soffermano su paesaggi, architetture, religiosità e, soprattutto, sulla quotidianità e i suoi gesti, da cui emergono la fierezza e la forte identità culturale di ciascuno dei Paesi dell’area. Cara ha cercato di fermare il tempo in micro racconti, storie di luoghi e di uomini che lì vivono, tra antiche pietre e moderni skyline, orizzonti mutevoli tra i raffinati decori di corredo alla diversità della fede.

Da sempre crocevia di terre e di popoli, il Caucaso è una terra dal fascino assoluto, dove panorami etnici ed orografici riservano continue, inaspettate quanto stupefacenti sorprese. Alveo di tradizioni millenarie, dove si incontrarono la cultura cristiano-bizantina con quella arabo-mussulmana, la regione è tuttavia al centro di conflitti ancora irrisolti.

Nel periodo della mostra, sono previsti tre incontri con l’autore dedicati a ciascuno dei tre Paesi ritratti, con proiezione di immagini non incluse tra quelle esposte: domenica 23 febbraio, ore 18.30, Georgia; sabato 1 marzo, ore 17.30, Armenia; domenica 9 marzo, ore 17.30, Iran.

 

Dorian Cara, specializzato in legislazione dei beni culturali, si occupa di catalogazione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano ed estero. Ha scritto per diverse testate giornalistiche e pubblicato diversi volumi fotografici. Ha inoltre ideato e curato mostre d’arte contemporanea.

 

Informazioni al pubblico:

– Provincia di Milano/La Casa delle culture del mondo, tel. 02 334968.54/30

www.provincia.milano.it/cultura – culturedelmondo@provincia.milano.it

– Dorian Cara, doriancara@fastwebnet.it

 

Ufficio stampa:

Provincia di Milano/Cultura, tel. 02 7740.6310/6359

g.bocca@provincia.milano.it; m.piccardi@provincia.milano.it

Addetto stampa Assessore, tel. 02 7740.4393 – f.provera@provincia.milano.it

 

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CAUCASO IRAN ARMENIA GEORGIA
Oltre le ricerche, oltre le scoperte
di Dorian Cara
Le tracce che hanno originato questo progetto
fotografico sono innanzitutto la personale
ricerca e mappatura dei siti storico-artistici bizantini
dell’area caucasica condotta da anni:
elementi imprescindibili per la conoscenza
delle origini e diffusione del Cristianesimo e
ancor più dei monumenti architettonici religiosi
che lo testimoniano.
Inevitabilmente, e aggiungerei fortunatamente,
i luoghi sono fatti da uomini e
all’incontro con l’umanità e con la cultura
diversa non bisogna fare altro che abbandonarsi,
accogliendo con stupore e tensione
la mediazione tra propria curiosità e ciò che
offre la realtà.
Tra migliaia di scatti, la comprensibile selezione
si è focalizzata su paesaggi, architetture,
religiosità e quotidianità di gesti, da cui
emergono fierezza e forte identità culturale
di ciascuno dei Paesi dell’area, proposti in
un’ottica di micro racconti che narrano l’incontro
tra confini diversi, naturali e culturali,
storici ed artistici, paesaggistici ed umani.
I circa 1.200 km che costituiscono la catena
montuosa del Caucaso, naturale congiunzione
orografica tra Mar Nero e Mar Caspio,
sono certamente il luogo che da sempre ha
costituito il baricentro e l’incontro etnico, politico
e religioso tra Nord e Sud, tra Oriente ed
Occidente.
Estinguere in alcuni scatti fotografici, e tanto
meno in poche righe, la storia passata, presente
e futura di questa magnifica parte del mondo
è indubbiamente arduo e fuori contesto.
Da sempre crocevia di terre e di popoli, il Caucaso
è una terra dal fascino assoluto, dove
panorami e gente riservano continue, inaspettate
quanto stupefacenti sorprese. Alveo
di tradizioni millenarie, dove si incontrarono
le culture cristiano-bizantina con quelle musulmana
e persiana, la regione è tuttavia da
sempre al centro di conflitti ancora irrisolti.
In questa grande area, costituita da due catene
montuose, il Grande Caucaso, confine
settentrionale, e il Piccolo Caucaso, quello
meridionale, contenuta tra la Regione del
Volga a Nord, i mari Caspio ad Est e Nero ad
Ovest, l’Altopiano Iranico a Sud, gli esiti della
storia e la diffusione dei suoi popoli sono
stati diversissimi e complicati, basti pensare
alle più di 50 etnie presenti.
In questo spicchio di mondo coesistono,
con equilibri delicatissimi stati indipendenti
e regioni a vocazione autonomista:
Armenia, Azerbaijan e i territori della Repubblica
di Nakhchivan e quello armeno del
Nagorno-Karabakh rivendicato dall’Azerbaijan,
ma di fatto indipendente, Georgia e le
tre regioni da essa rivendicate ma autonome
della Agiaria, dell’Abcazia e dell’Ossezia
del Sud, Russia, di cui fanno parte le sette
regioni federali di Karačaj-Circassia, Cabardino-
Balcaria, Ossezia del Nord, Inguscezia,
Cecenia, Daghestan e il Territorio di Stavropol’.
Turchia e Iran sono relativamente parte
dell’area caucasica, poiché ai margini.
Infatti, per la Turchia la connessione al Piccolo
Caucaso è grazie ai monti Yalnızçam o
Arsiani che segnano il confine con il Sud della
Georgia, e all’estremo Est il confine è dato
dal monte Ararat; mentre per l’Iran l’appendice
al Piccolo Caucaso è segnata a Nord del
paese, nella provincia dell’Ovest Azerbaijan,
dal canyon della Valle di Aras, naturale confine
con la azera Repubblica di Nakhchivan.
A questo proposito, è per me doveroso un
ringraziamento e una dedica particolare al
professore Italo Furlan, docente di Arte Bizantina
all’Università di Padova, scomparso
lo scorso 9 gennaio a Spilimbergo (Pordenone).
Grazie al suo metodo, alla sua passione,
che in parte ho fatto miei, ripercorrendo
quelle tracce bizantine in cui lui si muoveva
con stupefacente agilità e che con semplicità
comunicativa, ho intrapreso il lungo quanto
affascinante percorso della ricerca.
Un particolare ringraziamento va soprattutto
a chi mi ha accompagnato in questi anni
nei diversi sopralluoghi: Mahnaz Alinaghi,
Saideh Fesdeghchi e Nasser Vaghefi in
Iran, Victoria Mangasian in Armenia e Irina
Khutsishvili in Georgia.
Patrocini e sponsorizzazione
Consolato Onorario
Repubblica di Armenia
Consolato Generale Unione degli Armeni d’Italia
della Repubblica Islamica dell’Iran
Milano
Ambasciata della Georgia
presso Repubblica Italiana
Info su foto, mostra e viaggi: doriancara@fastwebnet.it

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