mia moglie parla strano, teatro libero

Due mondi a incontrarsi, scontrarsi e, in un gioco senza fine, ancora incontrarsi… La sfera femminile a sovrapporsi a quella maschile. Ma chi ingloba chi? Chi circonda e comprende chi? Comprendere… comprendersi…

Mia moglie parla stranoImmagineImmagine… Lui lombardo,Immagine lei campana: ciascuno con i propri tic, manie, certezze, culture e pregiudizi. Lui e lei sono in fase di trasloco nella nuova casa. Tutto è sottosopra, tutto è confuso, tutto è nel marasma: scatoline e scatoloni, e, per sovrappiù, la scomoda presenza dell’ex di lei. Un ex che non si vedrà mai, ma evocato di continuo. Oppure è soltanto un simbolo, ossia il fantasma delle paure di coppia, della difficoltà di crescere come individui o, peggio, quella di voler crescere insieme sapendo rinunciare ai piccoli egoismi personali o a quelli di genere.

Si ride tanto in questa commedia sull’amore e le relazioni, dolceamara e agrodolce quanto basta, svolgendosi la vicenda nell’arco di due giorni, fra farsa e temi più drammatici – i due che non riescono ad avere figli sono in procinto di adottarne uno –, fra dissidi e riconciliazioni, fra discordie e tenerezze, fra dubbi, potenzialità e impossibilità nel magmatico e talvolta ininterpretabile presente.

I due attori (Alfredo Colina e Barbara Bertato) sono bravi come dei mattatori, i dialoghi sono brillanti e avvolgenti e il divertimento e il sorriso non riescono a celare la complessità dell’argomento. Una levità che non è mai superficialità e che, semmai, induce alla riflessione.

Come finirà? In maniera inaspettata. Un lieto fine? Per certi versi. Di certo s’aprono le porte della speranza, contro l’impero delle ambiguità Un happy end che introduce ad altre difficili sfide quotidiane. Che non si possono eludere.

 

Alberto Figliolia

 

Mia moglie parla strano, regia di Corrado Accordino. Teatro Libero, via Savona 10, Milano (MM Porta Genova). Sino all’8 febbraio (ore 21). Info e prenotazioni: tel. 02.8323126, e-mail biglietteria@teatrolibero.it

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