PimOff e “A nome tuo”

Che sia un posto speciale lo si capisce già dal foyer. Uno spazio/capannone arioso e luminoso, contornato da straordinari oggetti di modernariato e da cultura Pop: quadri e mobili fra lo psichedelico e il vintage; pompe di benzina americane d’antan che fanno tanto pittura di Edward Hopper; un piano (con all’interno fisarmonica, tamburo da batteria e sonaglio) che suona “da solo”; sculture e allestimenti; flipper, jukebox et alia. Spettacolare. L’accoglienza è perfetta: su un tavolino anche da mangiare e da bere nell’attesa della rappresentazione.

Il PimOff è così: sorprendente e ospitale. Proposta teatrale e culturale di primissimo livello e il desiderio di stare bene insieme. Dal tutto spira un’aria di armonia. Anche in questo lembo dell’estrema periferia della metropoli lombarda, zona Gratosoglio e giù di lì; tanti palazzoni che vanno a graffiare il cielo dalla nebbia, ma anche scorci di una Milano più antica (l’aria dei Navigli, per esempio), una strana e suggestiva commistione e in via Selvanesco 75 questo spazio per il teatro e la danza di ricerca. Due domande ti attendono quando varchi la soglia del PimOff… Cosa ci serve per essere felici? Niente male come questione, a suo modo da far tremare i polsi. E la seconda, soavemente provocatoria… Chi non ama il teatro viene al PimOff

Ho assistito nello spazio scenico del PimOff alla pièce A nome tuo, liberamente ispirato all’omonimo romanzo (edito da Giulio Einaudi Editore) di Mauro Covacich. Anche il cinema ha usato la storia di Covacich, con il film Miele per la regia di Valeria Golino. Messo in scena al Pim Spazio Scenico dall’11 al 13 gennaio, A nome tuo sarà con ogni probabilità ripreso nel corso della stagione. Adattato da Cinzia Spanò, che ne costituisce anche la (bravissima) interprete insieme con Ruggero Dondi, la regia è di Roberto Recchia. Completano il cast tecnico Romeo Liccardo, scenografo, e Maria Pastore alle luci.

70′ la durata, per un tema incalzante, coraggioso, duro… Perché loro hanno diritto di sapere come fare per morire dolcemente e io ho bisogno di supplicare lei, Miele? Questa cosa che fa lei a pagamento dovrebbe essere di pubblico dominio, dovrebbe essere una cosa che so fare anch’io, che sappiamo fare tutti”, l’accorato appello a Miele dell’ingegnere disamorato della vita, che alla vita nulla ha più da chiedere, che vuole essere aiutato a morire. E non si stratta di eutanasia. L’ingegnere non è malato… Miele aiuta a morire malati terminali. Ma questa volta è diverso… Se il dubbio è lecito, se la materia è controversa, data la diversità delle visioni etiche, che dire in tal caso, una situazione che va decisamente oltre? Dalla malata di tumore all’uomo, fisicamente sano, che vuol porre comunque fine ai propri giorni, ma, per usare un eufemismo, con una sorta di dolce sigillo esterno… Inchioda la storia, solleva dubbi, tanti dubbi, sconvolge e fa pensare. Domande impervie per risposte altrettanto ardue. “… malati terminali che vogliono abbreviare l’agonia, persone le cui sofferenze intaccano la dignità di essere umano. Ma un giorno un incontro la obbliga a rimettere in discussione tutte le sue certezze. Una storia che affronta i temi dell’oggi, uno spettacolo per accompagnare e arricchire una riflessione sul nostro sempre più urgente bisogno di definire i confini della nostra dignità, i nostri diritti e la nostra libertà”.

Dicevamo dell’essere il PimOff un luogo speciale… “Primo – e ora unico – tra i teatri milanesi, il PimOff arricchisce la propria offerta con una serie di servizi pensati per i genitori di bambini, piccoli e non, che non vogliono rinunciare ad andare a teatro”. Difatti… “dal mese di novembre sarà possibile seguire le pomeridiane proposte in cartellone, tra teatro e danza, e usufruire dei servizi offerti compresi nel prezzo del biglietto: spazio bimbi nel foyer del teatro con servizio di baby sitting gestito da personale qualificato, i fasciatoi nei bagni e l’angolo allattamento”. Questo sì che si chiama servizio!

I prezzi dei biglietti sono giusti, si potrebbe dire a misura di crisi. Segno d’intelligenza, anche perché ciò non può che accrescere l’afflusso. Interessante l’uso dei carnet: Stagione, 8 spettacoli, 40 euro; Critico, 6 pomeridiane a scelta tra quelle proposte, 75 euro. E anche il carnet Mammapapà…, anche questo 6 pomeridiane a scelta tra quelle proposte, 75 euro.

Per citare alcuni appuntamenti della stagione: 25-26-27/1, 10 tracce per la fine del mondo; 16/2, La rappresentante di lista, concerto con Veronica Lucchesi (voce, melodica, glockenspiel e percussioni) e Dante Mangiaracina (guitalele, chitarra, fisarmonica e voce); 29-30-31/3, 😄 Scritture retiniche sull’oscenità dei denti. Aprile sarà, poi, il Mese della danza, con svariate occasioni.

Insomma, buon divertimento, con tanto pensiero e idee incorporate, al PimOff!

 

Alberto Figliolia

 

Info: tel/fax 02.54102612; e-mail info@pimoff.it, sito Internet www.pimoff.it; MM2 fermata piazzale Abbiategrasso, tram 3/15 (dei Missaglia/Feraboli)

 

 

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