Sacco e Vanzetti

Here’s to you Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph!

 

(Ennio Morricone-Joan Baez,The Ballad of Nick & Bart/Here’s to you)

 

“Ricordati sempre, Dante, della felicità dei giochi: non usarla tutta per te, ma conservane solo una parte […] aiuta i deboli che gridano per avere un aiuto, aiuta i perseguitati e le vittime, perché questi sono i tuoi migliori amici; son tutti i compagni che combattono e cadono come tuo padre e Bartolo, che ieri combatté e cadde per la conquista della gioia e della libertà per tutti e per i poveri lavoratori.” (Bartolomeo Vanzetti a Dante, il figlio di Sacco)

 

“Mai, vivendo l’intera esistenza, avremmo potuto sperare di fare così tanto per la tolleranza, la giustizia, la mutua comprensione fra gli uomini.” (Bartolomeo Vanzetti, rivolto alla giuria che lo punì con la morte)

 

“Sì, Dante mio, essi potranno ben crocifiggere i nostri corpi come già fanno da sette anni: ma essi non potranno mai distruggere le nostre idee, che rimarranno ancora più belle per le future generazioni a venire.” (Nicola Sacco, al figlio)

 

 

Fra di loro ammanettati in una foto in bianco e nero. Fratelli nel patire l’ingiustizia, fratelli negli ideali di libertà ed eguaglianza.

Ferdinando Nicola Sacco, nato nel 1891 nella provincia foggiana, e Bartolomeo Vanzetti, nato nel 1888 nel cuneese: segni particolari italiani e anarchici. Ingiustamente giustiziati, dopo sette anni di processo, con il metodo della sedia elettrica a Charlestown, Stati Uniti d’America, il 23 agosto 1927, ottantasei anni or sono.

Un processo praticamente sommario – nonostante la spropositata lunghezza –, un verdetto di colpevolezza già scritto per il duplice omicidio da cui peraltro erano stati scagionati dalla posteriore testimonianza/confessione di un carcerato portoricano, Celestino Madeiros. Il giudice, a loro pregiudizialmente ostile, non si trattenne dall’insultarli.

C’era con ogni evidenza bisogno degli anarchici quali vittime sacrificali, le più facili. Bisognava battere il pericolo libertario in agguato proprio mentre nuovi autoritarismi e feroci politiche di conservazione tendevano ad affermarsi con prepotenza nel mondo. I libertari andavano stroncati! Anche nel caso fossero stati innocenti. (Da ricordare pure il martirio, sempre negli States, del tipografo Andrea Salsedo, “precipitato” da una finestra – chi ci ricorda? – dopo essere stato maltrattato nel corso degli interrogatori, e non gli fu consentito di contattare il proprio avvocato)

Sacco, operaio, e Vanzetti, venditore di pesci. Due migranti, due uomini del popolo, due amanti della più vera e genuina giustizia sociale. (Splendidamente interpretati in una pellicola del 1971 di Giuliano Montaldo, rispettivamente, da Riccardo Cucciolla e Gian Maria Volonté).

Cinquant’anni dopo l’esecuzione Michael Dukakis, governatore del Massachusetts, riabilitò ufficialmente le due vittime. Un gesto importante, ma ancora insufficiente a sanare la memoria irrimediabilmente ferita, la colossale, anzi mortale, ingiustizia perpetrata a danno dei due compagni di ideali e libertà.

 

Vi rendo omaggio Nicola e Bart
Per sempre riposate qui nei nostri cuori
Il momento estremo e finale è vostro
Questo dolore è il vostro trionfo!

 

Alberto Figliolia

 

 

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