L’Affarista-Mercadet (Le Faiseur), Teatro Carcano

Un’opera di un’attualità assoluta. Come tutti i classici. L’Affarista-Mercadet (Le Faiseur) è stato scritto da Honoré de Balzac nel 1840, ma la Commedia umana è senza tempo. Ieri come oggi.

Mercadet (nei suoi panni un formidabile Geppy Gleijeses) è un affarista e speculatore privo di scrupoli, a suo modo “simpatico”, ribaldo quanto basta e di più, che si muove fra guasconeria e raggiro, fra cialtroneria e truffa, fra visioni di ricchezza, grandeur e sogni borghesi. I suoi maneggi tuttavia l’hanno condotto al baratro del fallimento ed egli, sull’orlo dell’abisso e della prigione, cerca disperatamente di scampare ai creditori, salvare le apparenze e crearsi l’ennesima fortuna. Anche a costo di sacrificare e maritare la figlia (bruttina) a un losco e bel dandy. Sulla strada di Mercadet si muoveranno tanti avidi personaggi, oltre allo spiantato, giovane, spietato e fasullo gentiluomo che cerca di fregarlo a propria volta carpendogli figlia (una bravissima Marianella Bargilli), matrimonio e patrimonio (invero persistono solo i debiti).

Tutto il cinismo del mondo in un piccolo e claustrofobico ambiente. Non ci sono le luci parigine, ma soltanto una sfilata di cupi e pesanti armadi – ombre e scheletri –, contenenti innominabili segreti, le cifre di un fallimento esistenziale (non risaputo, anzi disconosciuto). Mercadet fa e disfa, progetta e s’ingegna, rampante e disilluso, perciò ancor più prigioniero di sé stesso, della propria indole perfettamente al passo coi tempi correnti. Davvero L’Affarista-Mercadet pare scritto per il presente, per questi giorni di bislacche e malate rendite finanziarie, di massacranti brogli economici, di fuffa. E una riconferma è data da quella sorta di comica complicità che il “nostro” riesce ad instaurare con lo spettatore che osserva e subisce le sue gesta e tentativi. Come una società civile senziente e assolutoria nei confronti del ladro e drago. Storia di oggi.

Poi c’è Godeau, il fantasmatico socio fuggito con la cassa in Oriente tanti anni prima, del quale si attende (quasi un Godot) un miracoloso ritorno con indicibili ricchezze da spartire per rinnovare benessere, lusso e successo. Fra finti e veri Godeau (altri specchietti per le allodole? Un logoro ma sempre riuscito gioco da illusionisti?) la vicenda si chiuderà con il “lieto fine” della ripresa di Mercadet che torna a essere genio della finanza e geniale uomo d’affari, ri-circondato dalla stima universale dei suoi simili. E quanta somiglianza con la nostra realtà!

Si ride. Si sorride. Amaro.

 

Alberto Figliolia

 

L’Affarista-Mercadet di Honoré de Balzac (traduzione Alberto Bassetti, scene Pier Paolo Bisleri, costumi Carla Teti, musiche Germano Mazzocchetti, luci Nino Napoletano), regia Antonio Calenda. Produzione Teatro Stabile di Calabria Teatro Quirino Vittorio Gassman. Sino al 14 aprile. Teatro Carcano, Corso di Porta Romana 63, Milano. Info e prenotazioni: tel. 02.55181377/62, sito Internet www.teatrocarcano.com, e -mailinfo@teatrocarcano.com

 

 

 

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