la tragedia della popolazione armena

 

 

La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo la si è taciuta”

(Anna Frank)

 

 

 

 

 

– 6 marzo 2013: LA TRAGEDIA NASCOSTA, dedicato alla popolazione armena;

 

 

L’orario previsto per la conferenza, che si terrà nel Civico Polo Scolastico “A. Manzoni” di via Deledda 11, è dalle ore 18.30 alle ore 20.30, per permettere la partecipazione al maggior numero di studenti lavoratori e alla cittadinanza milanese.

 

 

 

Programma dell’incontro del 6 marzo 2013: “La tragedia nascosta”

 

Il giorno è stato scelto perché si celebra la Prima giornata Europea dei Giustiistituita dal Parlamento Europeo nel maggio del 2012.

L’Europa, infatti, ha stabilito una ricorrenza annuale per la memoria del bene, al fine di ricordare non solo coloro che si sono impegnati a salvare la vita dei perseguitati, mettendo a rischio la propria, ma anche per difendere la dignità umana calpestata nei sistemi totalitari. Tutto ciò per testimoniare la verità affinché questi orrori del nostro secolo non vengano ripetuti.

Programma:

  • Saluto della dott.ssa Silvia Corniglia, Preside dei Civici Corsi di Idoneità;

  • Breve introduzione della prof.ssa Gemma Vitagliano, insegnante di Italiano e Storia, promotrice dell’iniziativa;

  • Saluto del prof. Baykar Sivazliyan, Presidente dell’Unione degli Armeni d’Italia;

  • Intervento della dott.ssa Claudia Bolognino, antropologa e studiosa di Storia armena;

  • Intervento di chiusura della prof.ssa Gemma Vitagliano;

  • Domande del pubblico.

 

 

Scheda sintetica dell’incontro a cura della dottoressa Claudia Bolognino

 

La tragedia che ha colpito il popolo armeno è, allo stesso tempo, un argomento di storia e di attualità. Infatti, la violenza perpetrata contro gli armeni non si è fermata solo all’eliminazione fisica di questo gruppo etnico durante il biennio cruciale del 1915-1916, ma prosegue ancora oggi: il mancato riconoscimento a livello internazionale di questo genocidio e il silenzio che si è creato attorno a questo popolo permettono di compiere quello che gli armeni definiscono un “genocidio bianco”, ovvero l’uccisione non più fisica, ma lo sradicamento delle tradizioni, della lingua e della cultura armena in toto.

Durante la Prima Guerra Mondiale gli armeni furono vittime di deportazioni che prevedevano come meta finale il “nulla”, ovvero la zona dei deserti della Mesopotamia, un territorio inadatto alla sopravvivenza umana; solo pochi membri di queste carovane, però, arrivavano a questa destinazione finale: la maggior parte degli armeni periva di fame e stenti durante la lunga marcia, dato che veniva proibito loro di bere, mangiare, coprirsi. Si contano circa 1.500.000 vittime, pari ai due terzi della popolazione armena ottomana. Il piano di sterminio fu organizzato dal triumvirato a capo del regime dei Giovani Turchi, i quali governavano l’Impero ottomano in quegli anni: mentre mettevano in atto il piano, già iniziavano a coprire le prove di quello che stavano facendo.

 

 

 

 

 

 

La tragedia e le sue vittime caddero nell’oblio e gli armeni divennero un popolo dimenticato. La Storia stessa è caduta nell’oblio, eliminando dalle sue pagine il primo genocidio del XX secolo. Dunque, perché diviene importante ricordare? Perché le testimonianze dei sopravvissuti risultano di fondamentale interesse ancora oggi? Perché è tramite la memoria del proprio passato che un popolo reciso da un trauma collettivo enorme, come può essere un genocidio, riesce a superare il trauma stesso e a rinascere.

 

La memoria delle proprie vittime, insieme al riconoscimento del torto subito, diventano indispensabili per categorizzare un trauma, porre la parola “fine” alla tragedia subita e guardare al futuro, ricostruendo la propria identità sulle basi distrutte dal genocidio. Dimenticando, invece, il trauma continua ad attanagliare la mente dei sopravvissuti e, tramite la “radioattività”, esso non colpisce solamente coloro i quali hanno subito la tragedia, ma si radicherà anche nelle generazioni future, come sta accadendo agli armeni.

 

L’incontro si svolgerà con i seguenti sussidi:

  • presentazione power point;

  • foto di Armin T. Wegner tratte da AA. VV., Armin T. Wegner e gli armeni in Anatolia. Immagini e testimonianze, Guerini e Associati, Milano, 1996;

  • alcune piccole parti tratte dal DVD : Ohanian, Avedis, Hushèr (Memories), Ita, 1995.

 

Note biografiche:

Claudia Bolognino si è laureata in Scienze Storiche (curriculum contemporaneo) nel 2009 a pieni voti, all’Università degli Studi di Milano, con un elaborato finale dal titolo: Il genocidio armeno: una analisi antropologica.

 

In seguito ha proseguito i suoi studi all’Università Sapienza di Roma, iscrivendosi al corso di laurea magistrale in Discipline Etno-Antropologiche, laureandosi nel 2012 con lode con una tesi di ricerca intitolata: Gli armeni nascosti. Per una memoria da ricostruire.

 

Attualmente sta continuando gli approfondimenti sul lavoro di ricerca svolto per in conseguimento del titolo accademico, in vista di una possibile futura pubblicazione.

 

 

 

 

Contatti:

Civici Corsi di Preparazione Esami Idoneità e Stato, via Deledda 11: 02 88446224

Dott.ssa Silvia Corniglia, Preside della Scuola

Prof.ssa Gemma Vitagliano: 347 2698067

Prof. Mauro Raimondi: 338 9056800

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