quaderni veneziani, claudio jaccarino

Il pensiero stesso ha la trama dell’acqua, Iosif Brodskij

 

Ogni realtà è un arcipelago; vivere e scrivere significa errare da un’isola all’altra, ognuna delle quali diventa un po’ la nostra patria. Ogni identità esiste nella relazione, è solo nel rapporto con l’altro che cresco, senza snaturarmi. Ogni storia rinvia a un’altra e sfocia in un’altra. Édouard Glissant

 

Claudio Jaccarino, spezzino trapiantato a Milano, è uomo d’acqua e di terra, come ogni acquarellista che si rispetti. È anche un viaggiatore: da fermo o in movimento. Cammina, scrive, dipinge. Che sia sulle rive del milanese Naviglio Grande, che stia attraversando la Basilicata, che risalga la costa tirrenica, che bordi le riviere liguri, che si sposti fra i cangianti riflessi e rami del Delta del Po, che esplori l’incanto senza tempo di calli, campielli, sestieri, ponti, canali e palazzi veneziani, che catturi sulla carta le magie delle distese lagunari.

L’ultimo suo taccuino di viaggio, fra parole e acquarelli, riguarda proprio la meraviglia della città che fu Serenissima Repubblica. Quaderni veneziani-Venetian Notebooks è un delizioso volume (100 esemplari numerati a mano e firmati dall’autore, mentre gli acquarelli originali, 40 x 15 cm, sono in vendita; info: sito Internet www.jaccarino.com, e-mail jaccarino@email.it), in formato, per l’appunto, quaderno i cui segni d’acqua-watermarks rivestono un carattere sia descrittivo ma, nel contempo, altamente interpretativo ed emozionale.

Non poteva esservi probabilmente miglior tecnica che quella dell’acquarello, in cui Jaccarino si esprime davvero in modo magistrale e superbo, il segno sempre facile, profondo e felice. Acqua e colori per una città d’acqua e pietra, piantata nel liquido in eterno dolce movimento. Una città senza tempo eppure radicata in un vociante quotidiano come ci suggeriscono le sue dimore, spazi, chiese, ombre e luci così variabili e mutabili a seconda delle stagioni e nello stesso arco del giorno.

I sentieri d’acqua segnati dalle bricole, il Canale della Giudecca, Campo Santa Margherita, Torcello, la Chiesa di San Giorgio Maggiore, l’Imbarcadero di San Basilio nella nebbia, il Campo del Ghetto, Rialto, il Canal Grande, la Ca’ Pesaro, l’Isola di San Michele… sfogliando le pagine, al nostro sguardo sfilano le immagini, mentali e sentimentali, le più concrete, di quell’impianto urbano e umano unico al mondo. Un fervido stupore che i segni d’acqua di Jaccarino ci restituiscono appieno, gratificando noi pure del dono del viaggio e della visione, ovunque siamo, anche in una interminabile grigia periferia. Sognanti sono gli acquarelli di Quaderni veneziani e, nondimeno, specchio storico e romantico.

Ad accrescere ulteriormente il piacere del taccuino un florilegio di frasi, osservazioni, aforismi, stralci e brani poetici.

Il mezzo migliore per sfuggire il mondo è l’arte; il mezzo più sicuro per entrare in contatto con il mondo è l’arte, Johann Wolfgang Goethe.

Buon viaggio a Venezia e altrove con i taccuini di Claudio Jaccarino.

 

Alberto Figliolia

 

 

 

 

 

 

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